soggiorni

Thailandia / Laos / Cambogia Tour

  • LAOS & ANGKOR
  • 10 Giorni - 9 Notti - Min. 2 Persone

Tour di 10 giorni tra il Laos e la zona archeologica di Angkor in Cambogia, per poter ammirare le bellezze naturali, paesaggistiche e culturali di questi paesi. Si visitano Pakse, Si Phan Don, le isole di Don Khong, Luang Prabang e Angkor in Cambogia.

  • Calendario Partenze


    Lunedi 18-Mar-19
    Lunedi 25-Mar-19
    Lunedi 1-Apr-19
    Lunedi 22-Apr-19
    Lunedi 13-May-19
    Lunedi 10-Jun-19
    Lunedi 15-Jul-19
    Lunedi 29-Jul-19
    Lunedi 12-Aug-19
    Lunedi 26-Aug-19
    Lunedi 9-Sep-19
    Lunedi 23-Sep-19
    Lunedi 7-Oct-19
    Lunedi 21-Oct-19
    Lunedi 4-Nov-19
    Lunedi 11-Nov-19
    Lunedi 25-Nov-19
    Venerdi 20-Dec-19
    Venerdi 27-Dec-19

  • PRIMO GIORNO: Arrivo a Ubon Ratchathani – Pakse

    Oggi si attraversa la frontiera tra Thailandia e Laos per raggiungere la città di Chong Mek, situata a 90 chilometri da Ubon Ratchathani, e per poi arrivare a Pakse.

    Consigliamo transit hour tra il volo internazionale in arrivo a BKK e quello domestico per Ubon Ratchatani di almeno 3 ore.
    Transfer da Ubon a Pakse su base collettiva o privata, in base agli orari di arrivo dei clienti.
    Attraversamento della frontiera: Vangtao in Laos / Chongmek in Thailand
    Distanze: Ubon Ratchathani - Chongmek 90 chilometri - 1h 30min
    Vangtao – Pakse 43 chilometri – 1h

    Note: check-in hotel disponibile dalle ore 14:00
    Sistemazione : Pakse Hotel ***o similare
    Pasti inclusi: Cena

    Località: UBON RATCHATHANI / PAKSE
  • SECONDO GIORNO: Pakse – Champasak – Don Khong

    Dirigendovi verso sud, vi lascerete alle spalle il trambusto e l’atmosfera febbrile che caratterizzano Pakse per inoltrarvi gradualmente nella più quieta campagna della serena provincia di Champasak. L’omonima città, che giace silenziosa sulla riva destra del fiume Mekong, è un tipico centro rurale nelle cui vicinanze si erge il tempio di Vat Phu: Vat Phou è un tempio di epoca pre-angkoriana annoverato tra i siti patrimonio dell’UNESCO. Al vostro arrivo, dopo aver costeggiato due laghi artificiali, verrete condotti con una macchina elettrica sino alla base del venerato monte Phou Kao. Da qui, camminerete lungo l’antico asse della costruzione, delineato da colonnati in pietra, che conducono alla prima terrazza. In questo luogo impregnato di spiritualità si ergono silenziose e fiere le rovine di palazzi Khmer Hindu, ornati di leggiadre sculture. Arrampicatevi su per un’antica scalinata costeggiata da alberi di frangipani, sin a raggiungere un terzo tempio, caratterizzato da una struttura unica e dedicato alla divinità Shiva. Proseguite la vostra esplorazione nel retro del tempio, dove potrete trovare una scrosciante sorgente naturale ed animali d’ogni sorta intagliati nella pietra.

    Godetevi per un’ultima volta i caratteristici scenari della campagna della provincia di Champasak, prima di dirigervi verso l’isola di Don Khong. Non c’è luogo più adatto dell’arcipelago di Siphandone, che conta la bellezza di 4,000 isole, per immergersi nell’atmosfera rilassata del sud del Paese.
    Pranzo in ristorante locale.
    Cena e pernottamento in hotel.

    Distanze: Da Pakse alla città di Champasak 45 chilometri – 50 minuti
    Dalla città di Champasak all’isola di Don Khong 150 chilometri - 3 ore
    Da Champasak al tempio di vat Phou 8 chilometri - 20 minuti

    Sistemazione : Pon Arena Hotel ***o similare
    Pasti : Colazione e pranzo & cena


    Località: PAKSE / DON KHON
  • TERZO GIORNO: Giorno 3 Mercoledi : Alla scoperta dell’isola di Don Khone in bicicletta

    Iniziate la giornata scegliendo la bicicletta più adatta a voi e partite alla scoperta dei gioielli che nasconde l’isola di Don Khone: le mozzafiato cascate Liphi, la vecchia locomotiva d’epoca coloniale francese che si insinua nel verde e le peculiari trappole per pesci di Khonepasoy, non sono che alcune delle meraviglie che l’isola ha in serbo per voi. A sud, nel piccolo villaggio di Ban Hang Khone, scivolerete in barca, tra le isole che oziano silenziose al confine con la Cambogia. Se siete fortunati, potrete scorgere i cosiddetti delfini Irrawaddy. Lungo tutto il percorso, fate vostri scorci di vita quotidiana e di paesaggi idilliaci sul fiume Mekong. Infine seguite le rotaie dell’antica ferrovia per fare ritorno al punto di partenza della vostra escursione.
    Iniziate la vostra avventura saltando a bordo di una piroga motorizzata alla volta della foresta sommersa. Durante un breve trekking tra foreste selvagge e spiagge deserte, scoprirete con la vostra esperta guida i gioielli dell’isola. La vista delle sorprendenti cascate di Khone Phapheng, le più grandi del Paese, premieranno ogni vostra fatica. Dopo una breve pausa all’insegna del relax, raggiungerete il villaggio vicino ed attraverserete il fiume su una caratteristica imbarcazione di legno. Da questa prospettiva, potrete di nuovo ammirare le possenti cascate, i cui schizzi d’acqua cristallina rinfrescano l’aria circostante. Dopo aver riattraversato il fiume, il vostro minivan vi aspetterà a Ban Thakhor per ricondirvi a casa.
    Pranzo in ristorante locale.
    Cena e pernottamento in hotel.

    Pasti inclusi: Colazione, pranzo & Cena
    Sistemazione: Pon Arena Hotel ***o similare

    Durata: 3h 30min
    Note: Se non si può andare in bicicletta, Samlor o tuk tuk possono essere utilizzati come sostitutivi.

    Località: DON KHON
  • QUARTO GIORNO: Don Khong – Paske – Volo per Luang Prabang

    Colazione in albergo. Trasferimento all'aeroporto di Pakse (circa 3h) per il volo verso Luang Prabang. Arrivo e trasferimento in albergo.

    Pasti inclusi: Colazione, Cena
    Sistemazione : My Dream boutique***o similare

    Località: PAKSE / LUANG PRABANG
  • QUINTO GIORNO: Luang Prabang - Pak Ou - Luang Prabang

    La città di Luang Prabang, con la sua posizione privilegiata alle pendici di un’antica catena montuosa ed alla confluenza dei fiumi Mekong e Nam Khan, è rinomata come uno dei gioielli del Sud Est Asiatico.
    La vostra scoperta della città inizierà con una visita ai suoi più affascinanti ed emblematici templi: dalla cima della Montagna Phousi, fino al centro storico e, più tardi, al mercato Hmong. Potrete ammirare Vat Visoun, il più antico tempio della città, l’accattivante Museo del Palazzo Reale ed i templi Vat Xieng Thong e Vat Mai. Al fine di permettervi di godere al massimo della vostra visita, una guida locale vi accompagnerà, per condividere con voi il suo sapere sulla storia, sull’architettura e sulle tradizioni che rendono unica la città.
    Pranzo in ristorante locale.
    Dopo il pranzo, saltate a bordo di un motoscafo per raggiungere le grotte di Pak Ou, il più conosciuto sito Buddista nelle vicinanze di Luang Prabang. Il tragitto panoramico sul fiume Mekong, valorizzato dalle scoscese rocce carsiche stagliate contro l’orizzonte e dai piccoli villaggi caratteristici, vi offrirà un’opportunità unica per osservare lo scorrere placido della vita di ogni giorno lungo le rive del fiume. Una volta raggiunte le grotte, dopo circa due ore di viaggio, vi arrampicherete fino all’entrata e resterete ammaliati dall’incredibile numero di statue del Budda custodite al loro interno.
    Al rientro godete lo spettacolo del tramonto sul fiume di Mekong.
    In serata merita indubbiamente di essere esplorato il mercato notturno dell’etnia H’mong, che si svolge tutti i giorni lungo la via principale di Luang Prabang dalle 17 alle 22.
    Cena libera. Pernottamento in hotel.

    Durata del tragitto in barca: 2 ore
    Pasti inclusi : Colazione, Pranzo
    Sistemazione : My Dream Boutique***o similare

    Località: LUANG PRABANG / PAK OU CAVES / LUANG PRABANG
  • SESTO GIORNO: Luang Prabang - Khuang Sy - Luang Prabang

    Dopo quasi un’ora di viaggio da Luang Prabang, raggiungerete Ban Nong Heo, dove avrete un po’ di tempo a vostra disposizione per scoprire un affascinante villaggio Khmu, con le sue caratteristiche casette, i bufali d’acqua che pascolano placidi e le anatre che scorrazzano nei cortili. Qui potrete scorgere contadini e fabbri indaffarati, per poi addentrarvi nella campagna per una camminata che vi condurrà attraverso paesaggi unici: da foreste lussureggianti a verdi risaie. Potrete persino chiedere alla vostra guida di raccogliere qualche canna da zucchero direttamente dal campo per gustarne il succo rinfrescante! Dopo questa passeggiata immersi in un’atmosfera onirica, raggiungerete Ban Thapene, il villaggio che sorge all’entrata delle cascate Kuang Sy.
    Pranzo in ristorante locale.

    Rientro a Luang Prabang, tempo libero alla citta.

    Nella serata, verrete accolti presso un’abitazione locale per assistere ad una cerimonia Baci (Sou Khouan): una delle più popolari tradizioni laotiane, che accompagna ogni evento importante nella vita dei Buddisti. Che si tratti di matrimoni, funerali, nascite, malattie, viaggi o molto altro, il rituale viene effettuato solitamente in presenza di un ristretto numero di persone. Uno o due ospiti, coloro per il quale il Baci viene effettuato, un maestro di cerimonia, che officia il rito ed il resto dei partecipanti invitati ad assistere. Per le occasioni più importanti, come per esempio un matrimonio, però, il Baci può coinvolgere dozzine di persone. Durante la solennità alla quale parteciperete, colui tenuto a celebrare la cerimonia chiamerà a sé le vostre anime (secondo la tradizione Laotiana, ogni essere umano possiede 32 anime) per attrarre verso di loro le influenze benigne. Un filo di cotone verrà legato al vostro polso a simboleggiare tutti gli augurii formulati in vostro favore.
    Subito dopo, potrete godervi uno spettacolo di danze tradizionali Laotiane al ritmo della musica locale.
    Cena alla casa di abitazione locale.
    Pernottamento in albergo.

    Durata della camminata: 1h 30min
    Livello: 0
    Distanza da Luang Prabang a Ban Nong Heo: 50 minuti
    Pasti inclusi: Colazione, Pranzo & Cena
    Sistemazione : My Dream Boutique***o similare

    Località: LUANG PRABANG / KUANG SI / LUANG PRABANG
  • SETTIMO GIORNO: KLuang Prabang - Volo per Siem Reap

    Scoperta di Luang Prabang all’alba: Nella prima mattinata (dalle 5:30), la vostra guida vi condurrà al tempio Vat Nong perché possiate osservare la cerimonia conosciuta come Tak Bath. Durante questa processione monacale, i devoti residenti di Luang Prabang si inginocchiano lungo i marciapiedi della città con le mani colme di cibo. Questo è il loro modo di fare offerte ai monaci, che camminano in processione, avvolti nelle loro vesti sgargianti. Immersi in un’atmosfera impregnata di spiritualità, assaporate questo momento significativo della vita quotidiana, dove, nel silenzio colmo di rispetto, i fedeli porgono in omaggio quello che hanno.
    Partecipate anche alla cerimonia Tak Bath. Nel partecipare a questa processione è raccomandato ai clienti di non portare abiti scollati o trasparenti. I clienti sono pregati di non tagliare la strada ai monaci e di fare foto mantenendo una certa distanza per mostrare loro il dovuto rispetto. È importante che venga mantenuto il silenzio.
    Dopo quest’esperienza toccante, vi getterete a capofitto tra le bancarelle di un mercato locale, palpitante luogo di scambio sin dalle prime luci dell’alba. In seguito, vi accomoderete in un accogliente ristorante tradizionale sulle sponde del fiume Mekong per gustare una colazione sostanziosa a base di zuppa. Nel caso in cui la zuppa non faccia al caso vostro, potrete sorseggiare un caffè, osservando la vita dei residenti locali scorrere placida dinnanzi ai vostri occhi. Con la pancia piena, sarete poi pronti ad incominciare la giornata nel migliore dei modi.
    Rientro all’hotel.
    Tempo libero fino al trasferimento all'aeroporto per il volo per Siem Reap. La camera sara' alla vostra disposizione fino al mezzogiorno.
    Arrivo a Siem Reap, accoglienza e trasferimento all'hotel.

    Pranzo libero.
    Cena in ristorante locale. Pernottamento in albergo.
    Sistemazione : Tara Angkor****o similare
    Pasti : Colazione, e Cena

    Località: SIEM REAP
  • OTTAVO GIORNO: Siem Reap - Roluos - Grande Circuito

    Una volta lasciato il vostro hotel, prima di dedicarvi alla visita dei templi di Angkor, seguirete le tracce di questa grandiosa civiltà. La prima tappa è costituita dal complesso di templi di Rulos, edificati verso la fine del IX secolo. Pranzo in ristorante locale.
    Nel pomeriggio, vi sposterete dal tempio Pre Rup all’Oriental Mebon: tempio induista che sorge su una piccola isola nel mezzo dell’Oriental Baray. La vostra esplorazione continuerà presso Ta Som, un tempio buddista del XII secolo. Terminerete la vostra visita con il tempio Neak Poan ed il rinomato Preah Khan, nascosto tra gli alberi e la fitta vegetazione rampicante.
    Cena in ristorante locale. Pernottamento in albergo.
    Sistemazione : Tara Angkor****o similare
    Pasti : Colazione, Pranzo & Cena

    Località: ANGKOR
  • NONO GIORNO: Angkor Thom - Angkor Wat - Ta Prohm

    Percorrete una strada costeggiata da imponenti alberi centenari, fino ad una maestosa entrata in pietra: benvenuti presso Angkor Thom, conosciuto come “la grande città”. Monumentali volti incisi nella pietra vi accoglieranno con un placido sorriso presso il Tempio Bayon, eretto nel XII – XIII secolo. Il tempio conta 54 torri quadrangolari raffiguranti 216 visi del Dio Avalokitesvara. Proseguirete poi fino al tempio Baphuon, risalente all’XI secolo e recentemente ristrutturato da architetti francesi. Ammirate la Terrazza degli Elefanti: un’area di 350 metri in passato designata per le cerimonie pubbliche. Per finire, raggiungerete la Terrazza del re Lebbroso, costruita nel XII secolo, decorata da elaborate sculture di Apsara. Nel pomeriggio, vi dedicherete alla visita del tempio più rinomato: Angkor Wat. Rimarrete di certo esterrefatti dinnanzi alle dimensioni della costruzione. L’opera d’arte architetturale impressiona non soltanto per la sua imponente struttura, ma anche per la miriade di dettagli tutti da scoprire. La visita terminerà con una tappa presso Ta Phrom, un tempio che è stato inghiottito dalla foresta tropicale.
    Pranzo in un ristorante locale.
    Cena libera. Pernottamento in albergo.

    Pasti : Colazione, Pranzo
    Sistemazione : Tara Angkor**** o similare

    Località: SIEM REAP / ANGKOR THOM / ANGKOR WAT / TA PROHM / SIEM REAP
  • DECIMO GIORNO: Kompong Khleang - Partenza da Siem Reap

    Tempo libero fino al trasferimento in aeroporto per volo di rientro.
    Pasti : colazione

    Località: SIEM REAP
  • 10 giorni - 9 notti - ogni lunedì da UBON RATCHATHANI (Thailandia) - Rif. 99
    tour di gruppo con con guida locale parlante italiano - mezza pensione

    LAOS & ANGKOR CAMBOGIA

    € 1.685 quota a persona
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    LAOS & ANGKOR

    10 giorni / 9 notti

    dal 3/1/2019 al 30/12/2019

    SOLO TOUR

    quota a persona in camera doppia a partire da € 1685

    VOLI AEREI QUOTE SU RICHIESTA

    La quota comprende:

    • Sistemazione negli alberghi indicati o di pari categoria in base alle disponibilità
    • Pasti come da programma: B: breakfast / L: Lunch / D: Dinner
    • Noleggio dei sampan per le escursioni menzionate nel programma
    • Trasferimenti di arrivo e partenza dagli aeroporti. Mezzo di trasporto privato con A/C
    • Spese di ingresso nei siti turistici
    • Guide locali parlanti italiano durante le visite

    La quota non comprende:

    • Bevande e i pasti non menzionati
    • Voli internazionali e le tasse aeroportuali
    • Voli domestici/regionali in classe economica con le tasse incluse Luang Prabang/Siem Reap
    • Visto d'ingresso in Cambogia USD 30 circa da pagare in loco
    • Visto d’ingresso in Laos USD 55 circa da pagare in loco
    • Spese personali e mance
    • Pacchetto “ZERO PENSIERI” € 95 a persona OBBLIGATORIO include: assistenza in viaggio, rimborso spese mediche (massimale € 15.000), garanzia bagaglio (massimale € 1.000), cause di Forza maggiore (massimale € 2.000), annullamento del viaggio fino a € 10.000 per persona per motivi documentabili e fino al giorno prima della partenza, Blocca prezzo (blocchiamo e garantiamo il prezzo concordato proteggendolo da eventuali adeguamenti valutari applicabili prima della partenza), Kit di Viaggio
    • Tutti i servizi non menzionati chiaramente nel programma
  • Thailandia - Informazioni Utili


    Descrizione: La Thailandia occupa il cuore centrale della penisola indocinese confinando a Nord-Ovest con il Myanmar (ex Birmania), a Nord-Est con il Laos ed a Est con la Cambogia e parte della penisola di Malacca, confinando a Ovest con il Myanmar ed a Sud con la Malesia. E' bagnata da due mari: a Sud-Ovest dal Mare delle Andamane (propaggine orientale dell'Oceano Indiano) e a Sud-Est dal Golfo di Thailandia, parte del Mar Cinese Meridionale. Il Golfo di Thailandia si spinge fin verso il cuore centrale del Paese (Baia di Bangkok) e fino alle sue propaggini Orientali (confini con la Cambogia) La Thailandia si estende latitudinalmente dal 20° 3' al 5,8 parallelo nord per una lunghezza complessiva di oltre 2000 km e longitudinalmente dal 97 al 106 meridiano est.
    La Thailandia è verticalmente percorsa ad occidente dalla propaggine montuosa della catena Himalayana che crea un confine naturale aspro e accidentato con il Myanmar (anche se con rilievi non eccessivamente elevati) e proseguendo per tutta la Penisola Malese. La altitudine più elevata del Paese viene raggiunta dalla vetta del Monte Doi Inthanon a quota 2575 Mt, all'interno dell'omonimo Parco Nazionale, nella provincia settentrionale di Chiang Mai. La parte centrale del Paese è invece costituita dalla pianura alluvionale dei quattro principali fiumi della Thailandia (il Wang, lo Yom, il Ping ed il Nan) che scendendo dalle montagne verso sud si riuniscono a formare il Chao Praya, il fiume di Bangkok, denominato il "Fiume dei Re". Un'altro importantissimo fiume che tocca il Paese è il Maekhong, uno dei grandi fiumi asiatici, che scendendo verso Sud dallo Yunnan (Cina), segna l confine tra Laos e Birmania prima di incontrare il territorio thai in coincidenza del "Triangolo d'Oro". Prosegue quindi segnando per un breve tratto il confine a Nord - est tra Laos e Thailandia prima di gettarsi nel cuore dello stato Laotiano e da qui di nuovo a segnare il confine tra i due Paesi per un lungo tratto. Il Nord Est della Thailandia invece, denominato "Isaan", è costituito da una vasto altopiano che scende verso il confine con il Laos e termina a Ovest in concomitanza con l'aspro rilevo del monte Khao Yai, dove nel 1962 è stato creato il primo Parco Nazionale del Paese e ad oggi ancora il più importante.

    Notizie generali
    Superficie: circa 514.000 Kmq
    Abitanti: circa 62.000.000
    Lingua: Thai. Nelle aree di interesse turistico internazionale la lingua inglese è molto comune
    Religione: Buddhista 95%.
    Importanti minoranze musulmane sono concentrate nelle province più meridionali del Paese (soprattutto a Pattani, Yala e Narathivat).
    Nel Paese sono presenti anche minoranze cristiane (soprattutto a Bangkok e nell'est del Paese) e confuciane
    Moneta: Thai Baht.
    Forma di governo: Dal 1932 la Thailandia (Regno di Thailandia) è una Monarchia costituzionale con un parlamento eletto dal popolo
    Capitale: Bangkok (in lingua Thai denominata "Krungthep").
    Il nucleo centrale della città ha circa 7 milioni di abitanti.
    L'area metropolitana supera i 15 milioni di abitanti
    Clima: Grazie alla estesa espansione in latitudine, la Thailandia viene interessata da una moltitudine di diversi climi che spaziano dal clima di carattere sub tropicale delle regioni del centro e del nord, dove si distinguono 3 diverse stagionalità che variano dalla calda alla umida e fino alla fresca fino ad un clima tipicamente equatoriale delle fasce più meridionali del Paese, dove scompare la stagione fresca per far spazio ad un clima caldo o molto caldo per tutto l'arco dell'anno, a sua volta separato in stagione secca e stagione umida. Relativamente al regime delle piogge, la Thailandia può approssimativamente essere suddivisa in 3 diverse regioni. La prima è costituita dal centro e dal nord del Paese, dove domina il regime di piogge zenitali. Le piogge sono cioè concentrate in maggior misura nei periodi immediatamente seguenti il passaggio del sole allo zenit. A Bangkok e nella zona centrale, occidentale ed orientale pioverà quindi con maggiore insistenza a fine maggio - giugno e nuovamente a settembre e fino all'inizio di ottobre mentre i mesi racchiusi all'interno (luglio e agosto) sono caratterizzati da una stagionalità intermedia con clima sostanzialmente variabile. Al nord invece, in area oramai prossima al tropico, i due periodi di piogge vengono quasi a sovrapporsi nei mesi di luglio-agosto. Durante questo periodo, le temperature sono elevate anche se normalmente non superano i 32-34 gradi. Molto elevato invece il tasso di umidità. Limitata l'escursione termica giornaliera. Da fine ottobre fino a metà gennaio si estende la stagione fresca, con caldo secco di giorno (circa 30 gradi) e serate molto fresche e ventilate, con temperature che al nord possono scendere anche sotto i 10 gradi. Da febbraio a maggio avanzato si estende invece la stagione calda, con temperature giornaliere che possono superare anche i 40 gradi e tasso di umidità moderatamente elevato. Scarsa l'escursione termica tra il dì e la notte. La seconda area è costituita dalla costa sud-occidentale che si affaccia al mare delle Andamane. Questa regione è interessata dai venti monsonici del Golfo del Bengala ed il regime di piogge è quindi nettamente distinto in un periodo secco che si estende da metà dicembre a fine aprile ed un rimanente periodo di piogge intense e copiose. Come detto in questa fascia climatica prossima all'equatore viene a scomparire la stagione fresca e le temperature sono costantemente alte o altissime per tutto l'arco dell'anno. Notevolmente alto anche il tasso di umidità. Con la stagione monsonica anche il mare è mosso o molto mosso. E' comunque necessario specificare che dall'inizio delle piogge fino a circa la fine di luglio o inizio di agosto, le precipitazioni non raggiungono il loro massimo regime. La terza ed ultima area riguarda il Golfo di Thailandia, condizionato in questo caso dai venti tifonici provenienti dal mar cinese meridionale. Il periodo di piogge più intense è concentrato tra ottobre e metà dicembre, periodo dal quale le piogge iniziano gradatamente a calare di intensità anche se rimane presente il vento, anche piuttosto forte. Da maggio circa ha inizio un miglioramento più deciso che porta gradatamente fino alla stagione migliore per quest'area, coincidente con i mesi di luglio e agosto. Scompare completamente il vento e le piogge calano ulteriormente di intensità, anche se non scompaiono mai in modo completo.


    Cucina: La cucina thailandese è famosa tra le cucine asiatiche per il perfetto mix dei cinque sapori fondamentali: dolce, aspro, salato, amaro e umami. Erbe, spezie e riso sono gli ingredienti fondamentali di quasi tutte le ricette tipiche della Tailandia, oltre al pesce ed alla carne. La tradizione culinaria della Tailandia è stata influenzata da culture differenti, tra tutte quella cinese con l'impiego del pesce ed il riso, entrambi cotti a vapore, le omelette ripiene di carne di maiale oltre all'immancabile anatra.
    Informazioni utili: Prima di mettersi in viaggio

    Documenti per L'espatrio

    Per l'ingresso in Thailandia è necessario il Passaporto con data di scadenza posteriore di almeno 6 mesi rispetto alle date del viaggio.
    Per permanenze in Thailandia inferiori ai 30 giorni non occorre alcun Visto di ingresso.
    Per permanenze di poco eccedenti i 30 giorni (ma comunque inferiori ai 40) è possibile ottenere una estensione del permesso di soggiorno presso tutti gli uffici immigrazione presenti a Bangkok e nelle principali località turistiche.
    In tutti gli altri casi occorre munirsi di Visto Turistico, ottenibile in Italia presso la Royal Thai Embassy di Roma o i Consolati onorari di Thailandia di Milano, Torino, Napoli e Genova.
    Il Visto turistico intitola ad una permanenza in Thailandia di 60 giorni.
    Per l'ingresso in Thailandia non sono richieste vaccinazioni o certificati medici ai passeggeri in arrivo dall'Italia.

    Per maggiori informazioni sulle documentazioni necessarie all'ingresso ed alla permanenza nel Paese è possibile contattare la Royal Thai Embassy di Roma ai seguenti recapiti:
    Via Nomentana, 132, 00162 Roma - Tel: (396) 8620-4381-2 - Fax : (396) 8620-8399
    E-Mail: thai.cm.rome@pn.itnet.it

    Sanità

    A Bangkok e nei principali centri turistici internazionali sono reperibili validissimi ospedali (pubblici e privati) che assicurano standards di trattamenti internazionali.
    I servizi di questi ospedali sono a pagamento. Consigliamo i viaggiatori diretti in Thailandia di munirsi di una assicurazione sanitaria di viaggio.

    Banche, Valuta e carte di credito

    In tutto il territorio l'unica moneta spendibile è il Thai Baht (THB). Anche nei centri turistici maggiori, gli esercizi commerciali non accettano alcuna diversa valuta.
    Il servizio di cambio valuta è disponibile presso tutte le Banche, aperte dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 08:30 alle 15:30.
    Nelle località turistiche internazionali sono reperibili anche sportelli di cambio (generalmente appartenenti alle varie Banche ed in alcuni casi privati e autorizzati) aperti tutti i giorni ed in alcuni casi fino a tarda sera.
    Il visitatore proveniente dall'Italia potrà portare con se Euro (non occorrono Dollari USA).
    Presso gli sportelli automatici (presenti in tutto il Paese) è possibile prelevare anticipi di contante con carte di credito o carte di debito abbinate ai maggiori circuiti internazionali di credito (Cirrus, Maestro e Plus i più utilizzati).
    Le carte di credito sono facilmente spendibili ovunque. In alcuni esercizi commerciali vengono applicate commissioni normalmente del 3% su VISA e Mastercard o anche maggiori per la Amex.
    In Thailandia non è praticato il cambio nero.

    Telecomunicazioni e Internet

    I visitatori provenienti dall'Italia potranno utilizzare il proprio GSM nel caso in cui siano muniti di contratto o scheda ricaricabile con autorizzazione di addebito delle chiamate su carta di credito.
    In caso contrario è possibile utilizzare il servizio prepagato reso disponibile dai principali providers italiani, accessibile digitando i seguenti codici:

    * 101 (per TIM; o 123 per omnitel o 124 per wind) * +39 prefisso e numero #

    Non tutti gli operatori thai hanno contratti di roaming con tutti gli operatori italiani. In caso di problemi nell'utilizzo del cellulare sarà necessaria la ricerca manuale di operatori thai alternativi. In diverse remote zone del Paese il segnale GSM potrebbe essere assente. Nessun problema invece a Bangkok e nei principali centri.
    Le chiamate dagli appositi telefoni pubblici internazionali thai (riconoscibili dal colore giallo) consentono costi molto convenienti e notevolmente inferiori alle tariffe disponibili con i cellulari (non dagli hotels).
    Si specifica che diversamente dall'Italia, il codice di uscita dalla Thailandia è 001. Per chiamate internazionali dai telefoni thai (o dai cellulari con contratto o con autorizzazione di addebito sulla carta di credito) il codice da digitare sarà quindi

    001 39 prefisso locale e numero
    (oppure + 39 prefisso locale e numero)

    Internet: in tutto il Paese sono numerosissimi gli internet points, con accesso a tariffe molto convenienti.

    Shopping e norme doganali

    La Thailandia è a ragione considerata un paradiso dello shopping.
    Tra gli articoli più interessanti e convenienti citiamo vari oggetti di artigianato locale, abbigliamento, tessuti, e soprattutto i preziosi. In Thailandia si estraggono varie qualità di corindoni (zaffiri e rubini su tutti), venduti localmente a prezzi molto convenienti. E' comunque necessario effettuare acquisti mirati e soprattutto garantiti.
    In Thailandia esistono alcune importanti restrizioni agli acquisti ed esportazione. Citiamo su tutte le immagini religiose sacre, oggetti prodotti con le pelli di vari animali, coralli ed altri beni prelevati dal mare o dalle spiagge.
    Per maggiori informazioni sulle normative doganali relative all'ingresso e all'uscita dalla Thailandia è possibile consultare l'apposita sezione del sito del Thai Customs Department

    Per l'acquisto di alcune categorie di beni ed in particolari centri autorizzati, è possibile per il visitatore ottenere il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto (in Thailandia denominata VAT: Value Added Tax). Gli esercizi commerciali che consentono di usufruire del servizio appongono all'ingresso il cartello "VAT Refund for Tourists" ed a seguito di ogni acquisto dovranno rilasciare un certificato apposito che potrà essere presentato per il rimborso alle autorità doganali in aeroporto al momento del rientro in Italia
    Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del rimborso VAT per turisti del Revenue Department of Thailand

    Usi e costumi

    Il popolo Thai è noto al mondo per la sua estrema gentilezza, disponibilità e ospitalità nei confronti dei visitatori internazionali. E' però bene conoscere alcuni aspetti degli usi e dei costumi dei locali al fine di rispettare alcune regole canoniche di comportamento che faranno sì da essere ancor più graditi e benvoluti.
    E' bene sapere ad esempio che i thai generalmente non amano esternare troppo vistosamente o impetuosamente le proprie emozioni e farlo può essere segno di maleducazione. Ad esempio esclamare ad alta voce, ridere sguaiatamente, assumere atteggiamenti invadenti della altrui privacy, innervosirsi o arrabbiarsi troppo animatamente sono comportamenti da evitare.
    Ci sono poi alcuni movimenti ed atteggiamenti che vengono considerati quali altamente scorretti ed irriverenti, come ad esempio toccare la testa o puntare i piedi in direzione delle persone o fissare con lo sguardo.
    Durante le visite a luoghi religiosi è estremamente importante togliersi le scarpe nei luoghi interni e non volgere i piedi all'indirizzo delle immagini sacre.
    Il massimo rispetto va comunque portato all'indirizzo dei membri della Famiglia Reale e delle loro Residenze, all'interno delle quali è d'obbligo indossare un abbigliamento rispettoso e consono. Sono vietate le spalle e le ginocchia scoperte e le scarpe devono essere allacciate dietro la caviglia (no sandali o ciabatte). Non gradito inoltre l'abbigliamento sportivo.

    Mance

    In Thailandia è buona regola per il visitatore internazionale rilasciare mance negli hotels, nei ristoranti, alla Guida e all'autista dei mezzi di trasporto turistici.
    Al riguardo non esiste un obbligo morale ma inadempiere a questa cortesia potrebbe apparire in alcune situazioni sgarbato o irriverente.
    La mancia per il porter o per il cameriere può essere dell'ordine dei 20-50 THB a seconda del prestigio del locale. 100-200 THB al giorno circa a persona costituiscono una mancia sicuramente gratificante per gli autisti mentre mance di ordine più elevato possono essere indicate per le Guide turistiche.
    Ovviamente la mancia dovrà essere rapportata al grado di soddisfazione nell'espletamento dei servizi.

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    AVVERTENZE IMPORTANTI
    La normativa prevista per uso e/o spaccio di droghe leggere o pesanti, è molto severa anche per dosi limitate.
    La normativa per gli abusi sessuali o violenze contro i minori prevede pene detentive severe.
    Si ricorda che coloro che commettono all'estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione), vengono perseguiti anche al rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese.
    Ai sensi dell'articolo 17 della legge n. 38/2006:
    La legge italiana punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all'estero.
    Il FUMO
    La Thailandia è una delle nazione che più combatte il vizio del fumo.
    Il governo thai ha cominciato a discutere le leggi che regolano il fumo nei luoghi pubblici già dal 2002, leggi che sono poi entrate successivamente in vigore.
    Al momento è vietato fumare nei luoghi pubblici come bar, ristoranti, esercizi commerciali, mezzi di trasporto, stadi ma anche mercati e parchi pur essendo aeree all’aperto.
    Sono previste multe di 2.000 baht per chi fuma in aree dove e vietato ed multe di 20.000 bath per il titolare dell’esercizio commerciale dove viene rilevata l’infrazione.
    È inoltre vietato fumare negli aereoporti (al di fuori delle aree e punti appositi) e a Bangkok in tutta l’area dello Sky Train, non solo sulle banchine dove si aspetta il treno, ma in tutta l’area delle fermate.
    Altro divieto è quello di gettare in terra il mozzicone della sigaretta, gesto anch’esso punibile di multa tra i 500 ed i 2.000 baht. Per strada è quindi possibile fumare, ma non gettare il mozzicone sull’asfalto.

    LA SIGARETTA ELETTRONICA
    Il Ministero del Commercio della Thailandia con una legge che è stata ratificata nel mese di Febbraio 2016, ha vietato l’uso della sigaretta elettronica o di natura simile, è quindi anche vietato entrare i Thailandia con questo tipo di dispositivi.
    I trasgressori sono soggetti a multe o anche al carcere.

    ATTENZIONE - DIVIETO DI FUMO IN SPIAGGIA E POSSIBILE ARRESTO
    Dal 31 gennaio 2018 sara’ proibito fumare su ventiquattro spiagge della Thailandia, tra le piu’ note e frequentate dai turisti. I trasgressori saranno puniti con 1 anno di reclusione e/o 100.000 Baht di multa (2.700 Euro). Si raccomanda di attenersi scrupolosamente al divieto. Le Autorità thailandesi applicano questo tipo di normative con estremo rigore, senza eccezioni. Il diritto thailandese prevede inoltre che chi viola la legge sia incarcerato per tutta la durata delle indagini e del processo, salvo il pagamento di una cospicua cauzione.

    Località raggiunte dal tour

    Ubon Ratchathani
    Descrizione: Ubon Ratchathani è il capoluogo della provincia di Ubon Ratchathani, la città è nota anche semplicemente come Ubon. La città è situata sulla riva settentrionale del fiume Mun, uno degli affluenti del Mekong.
    Posizione: Dista circa 600 km. a ovest di Bangkok.
  • Laos - Informazioni Utili


    Località raggiunte dal tour

    Kuang Si
    Descrizione: Le cascate di Kuang Si sono un’altra delle attrazioni da non perdere situate intorno a Luang Prabang. Sono davvero spettacolari e sono inoltre le più grandi della zona. Questa cascata a più livelli si trova a circa 30 km dalla città di Luang Prabang..

    Luang Prabang
    Descrizione: È il 1353 DC quando, con l’appoggio militare del grande impero cambogiano dei Khmer, alla guida di un leggendario esercito che si muove su “un milione di elefanti” da guerra, il condottiero Tai-Lao di nome Fa-Ngum conquista i territori che oggi compongono il Laos del Nord e fonda il Regno di Lan-Xang, nome che letteralmente significa “un milione di elefanti”.
    La capitale del Regno è la città che oggi chiamiamo Luang Prabang e che si trova dislocata nel punto di confluenza tra il grande fiume Maekhong che scende dall’Himalaya ed il fiume Nam-Khan che, immeditamente prima di gettarsi sul corso del Maekhong, disegna un insolito e regolare rettangolo. La città è così completamente contornata dall’acqua, disposizione geografica considerata di forte auspiscio nelle religioni animiste che costituivano l’arcaica forma di culto dei popoli Tai-Lao.
    Una leggenda racconta che nel punto di confluenza dei due fiumi, su ognuno di essi si trova la dimora di due potenti “Naga”, i mitologici serpenti marini che propiziano la pioggia e la fertilità.
    Attraverso flussi culturali provenienti dai confinanti regni Birmano e Siamese, il Buddismo Theravada non tarderà però ad arrivare e si hanno tangibili testimonianze storiche che dimostrano che già nel sedicesimo secolo la città è diventata uno dei principali e più sacri luoghi di culto buddisti del Su-Est Asiatico.
    Buddha Phra Bang
    Luang Prabang acquisisce questo importante status spirituale grazie all’arrivo in città di una piccola ed esile statuetta del Buddha in posizione eretta e con le mani nella doppia Mudra dell’Abhaya (posizione che indica la non paura contro le foze del male). La provenienza di questa statua è dubbia. Alcune cronologie narrano di un dono di Angkor nel corso del XIV secolo mentre altre ne attribuiscono l’origine al Regno Siamese di Ayuttaya. Quello che invece pare certo è che la statua sia stata prodotta in Sri Lanka, patria del Buddismo Theravada, nel I secolo DC, ben mille e trecento anni prima del suo arrivo in città.
    Questa esile e delicata statuetta è denominata “Phra Bang”, che nelle lingue Tai significa letteralmente “il Buddha fragile e sottile”. Da qui anche l’etimologia del nome della città stessa.
    Il Phra bang è alto 83 centimetri ed è composto per la maggior parte di oro fuso assieme ad altre leghe metalliche per un peso complessivo superiore ai cinquanta Kg.
    Durante I vari saccheggi che i Siamesi perpetreranno in territorio laotiano nel corso del diciottesimo e diciannovesimo secolo, per ben due volte la statua viene trafugata e trasportata nel Grande Palazzo di Bangkok. Per sfuggire alle leggendarie maledizioni che aleggiano su di essa e che causeranno gravi sofferenze e disgrazie, i siamesi restituiranno il Phra Bang ai laotiani in entrambe le occasioni. L’ultima e definitiva volta nel 1866.
    Museo Nazionale (Palazzo Reale)
    In attesa che le autorità locali terminino la costuzione del “Haw Phra bang”, una sontuosa dimora degna della sua importanza, il venerato Buddha Phra Bang è al momento custodito assieme ad altre pregiate statue del Buddha che costituiscono una vasta collezione ed esposto in mostra presso l’antico Palazzo Reale di Luang Prabang, ora Museo Nazionale.
    Edificato dai francesi durante il periodo coloniale, il Palazzo Reale propone un grazioso ibrido stilistico tra l’architettura coloniale dell’epoca e forme più tipicamente locali.
    Venne inaugurato nel 1909 per essere la sede del trono di Re Sisavang Vong la cui statua oggi troneggia nel vasto parco esterno al Palazzo.
    L’esigenza di una nuova residenza per la famiglia Reale si manifestò in seguito alla totale distruzione della precedente da parte delle brigate cinesi delle “Bandiere Nere” che rasero al suolo la città nel 1887. Da quella data e fino al 1909, I regnanti utilizzarono provvisoriamente una dimora costruita in legno, paglia e pali di bamboo.
    Con la costituzione del Regno del Laos nel 1945 a seguito della ottenuta indipendenza dai francesi, Luang Prabang diviene la città Capitale ed il Grande Palazzo ne sarà la sede del Governo fino al 1975, anno durante il quale il partito comunista ribalta la Monarchia e si impadronisce del potere spostando la capitale a Vientiane.
    Edificato in posizione strategica nel cuore della città antica, il Grande Palazzo era studiato per costituire un facile approdo e l’ideale benvenuto agli avventori che giungevano via nave solcando il Maekhong. L’ingresso dal fiume è però posto sul retro. L’ingresso principale è infatti rivolto in posizione speculare rispetto alla lunga scalinata che porta alla vetta del Phousi, la collina sacra di Luang Prabang.
    Il Palazzo ha una particolare ed originale pianta a doppia croce con al centro la sala del trono. Dopo un lungo confronto, Re Sisavang Vong riuscì a convincere gli architetti Francesi dell’importanza di un tetto in stile Laotiano per questa sala e fu così scongiurata l’applicazione una soluzione stilistica occidentale.
    All’interno del Palazzo è oggi esposta una vasta collezione di oggetti antichi tra cui sacre statue del Buddha ma anche dipinti, argenterie, ceramiche e vari altri oggetti preziosi offerti alla casa Reale del Laos dalle delegazioni diplomatiche di vari Paesi del mondo.
    Le pareti sono ricoperte di raffinate raffigurazioni dell’epopea mitologica del Ramayana, molte delle quali sono state disegnate non da artisti locali bensì da Alix de Fautereau, artista Francese, negli anni ‘30.
    È inoltre posssibile ammirare l’area residenziale con la camera da letto padronale e varie altre stanze adibite ad alloggio o al ricevimento.
    Haw Phra Bang
    La “cappella del Buddha Phra Bang”, al momento in costruzione nella parte nord del complesso del Palazzo Reale, sarà il luogo dove verrà conservata l’omonima immagine sacra identificativa della città.
    La costruzione di questo importante luogo di culto venne iniziata negli anni ’60 ma poi interrotta a seguito dell’iniziale opposizione alla religione buddista da parte del nuovo regime comunista al Governo dal 1975.
    Come più volte la storia ci ha però dimostrato, è impossibile governare un Paese, nemmeno attraverso una dittatura, stravolgendo la fede e la credenza di un popolo. Fin dagli anni ’80 infatti, poco dopo la sua instaurazione, il regime ha dovuto drasticamente modificare le proprie posizioni di pensiero a favore di un deciso ritorno in voga dei principi e della spiritualità del Buddismo Theravada. Nel 1993 sono così ripresi i lavori di costruzione della Haw Phra Bang che, malgrado l’utilizzo di tecniche e materiali edilizi moderni, riproporrà in tutto e per tutto lo stile classico della Luang Prabang di un tempo. Particolarmente notevole e dalle mastodontiche proporzioni è il basamento a forma ottagonale che si innalza sul livello del suolo di dversi metri. La Haw Phra Bang è oramai in fase di ultimazione e potrà tra poco ospitare il suo illustre inquilino.
    The Heritage House (Reuan Morakot)
    Antica casa interamente costruita in legno su palaffitta e contornata da lussureggianti giardini nel pieno centro storico di Luang Prabang.
    Questa residenza, oggi sotto il diretto patricinio dell’Unesco, è uno dei luoghi migliori dove apprezzare lo stile di vita, gli usi ed i costumi di un tempo.
    Su richiesta, alla Reaun Morakot possono essere organizzate dimostrazioni della tradizione Laotiana tra cui la cerimonia del “Baisri”
    Monte Phousi
    Questa collina alta circa 100 metri si trova al centro della città antica di Luang Prabang ed in posizione dominante.
    Una lunga scalinata di oltre trecento gradini porta fino alla vetta da dove si gode di una magnifica manoramica sui fiumi e sul nucleo storico della città.
    Sulla vetta si trova anche un piccolo tempio buddista, il Wat Chom Sri.
    I turisti salgono generalmente sulla vetta del monte per ammirare il tramonto, momento della giornata durante il quale i piccoli spazi a disposizione dei presenti sulla stretta terrazza racchiusa tra il tempio e le rocce non sono sufficienti a contenere la folla che spesso si crea. Un’idea alternativa può essere quella di visitare il monte durante le ore fresche del primo mattino.
    Grotte Ting e Theung (Pak Ou)
    Risalendo il Maekhong in direzione del confine thailandese, a circa 25 Km di distanza da Luang Prabang si raggiunge la piccola località di Pak Ou (“le bocche del fiume Ou”). Nelle sue prossimità troviamo due grotte di eccezionale importanza per la religione buddista. Al loro interno sono infatti custodite migliaia di statue del Buddha qui portate dai fedeli e dai pellegrini provenienti da tutto il Paese. Le grotte sono raggiungibili esclusivamente dal fiume. La più vicina all’approdo e più facilmente eccessibile è la grotta Ting (“Tham Ting”) qui possiamo contare circa 2.500 immagini del Buddha. Risalendo la montagna possiamo invece accedere alle Grotte Theung (“Tham Theung”) dove le statue sono circa 1.500.
    Quasi tutte le statue sono in stile tipico Laotiano ed il Buddha è rappresentato nelle posizioni più disparate (seduto in Lalisana o all’ “europea”, in piedi, nel cammino ed in posizione reclinata) e in tutte le “Mudra” (particolare gesticolazione delle mani): dalla Bhumisparsa (chiamata della Terra a testimone) all’Abhaya (protezione e non paura) fino alla Dhyana Mudra (meditazione), Dharmachakramudra (avvio della ruota del Dharma o insegnamento) e altre.
    Risalendo contro corrente provenienti da Luang Prabang la navigazione si estende all’incirca per due ore. Il ritorno dura all’incirca la metà.
    Il Buddismo ed i sacri monasteri di Luang Prabang
    Durante il sedicesimo nonchè il seguente diciassettesimo secolo il Regno di Lan-Xang raggiunge la masssima importanza e sviluppo e Luang Prabang tocca l’apice della bellezza e dello sfarzo che si manifestano soprattutto nella realizzazione di stupende opere architettoniche dedicate al Buddismo Theravada. È in questa fase che vere e proprie opere d’arte come i celebri conventi Wat Xieng Thong e Wat Visoun vengono alla luce.
    Nei secoli successivi Lan-Xang viene conquistato dal Siam e l’intero territorio cade nell’oblio. La posizione isolata tra alte montagne e la lontananza dalle principali vie di comunicazione e canali commerciali induce una lenta ma inesorabile ibernazione dalla quale Luang Prabang si risveglia solo in tempi recenti. È infatti tramite il colonialismo francese che la città viene scoperta e rivelata al mondo intero ed in particolare all’occidente.
    La sua bellezza ed il fascino antico ed esotico, la profonda spiritualità e religiosità preservate in modo intatto fin dall’alba dei tempi sono i fattori principali che hanno decretato nel 1995 l’ingresso della città di Luang Prabang nelle liste dell’Unesco quale Patrimonio dell’Umanità.
    Una statistica stilata attraverso i giudizi e le votazioni raccolte tra i lettori di una nota pubblicazione del settore turistico ha recentemente posto Luang Prabang al settimo posto tra le città turisticamente più belle ed interessanti del mondo.
    Taak Baat Khao Neeaw
    È questo il nome in lingua Laotiana con la quale si identifica la raccolta delle offerte da parte dei Monaci Theravada.
    L’origine di questo antichissimo rito si perde nell’alba dei tempi ed è collegato ad uno degli otto avvenimenti fondamentali della vita del Buddha Sakyamuni (Buddha Siddartha): poco dopo aver raggiunto lo stato di Illuminato, il Buddha fece ritorno nella sua terra natale, la città di Kapilavastu, ai piedi dell’Himalaya e nei pressi dell’odierno confine tra India e Nepal.
    Qui regnava Suddhodana, padre del Buddha, il quale era quindi a tutti gli effetti il Principe di queste terre.
    La leggenda prosegue raccontando che, alla notizia del suo arrivo, i membri della famiglia Reale uscirono per le strade a dare il benvenuto al loro venerato parente. Dopo una giornata trascorsa assieme, i regnanti fecero ritorno al loro palazzo dimenticandosi di offrire al Buddha gli alimenti per il proprio sostentamento. Stanco e affamato, il giorno seguente il Buddha chiese umilmente offerta di cibo a quelli che un tempo erano i suoi stessi sudditi ed avviando così questo fondamentale rito che si ripete da oltre 2500 anni. Il messaggio morale che sta alla base di questa pratica è molto evidente e particolarmente identificativo della filosofia Buddista: l’eguaglianza tra tutti gli esseri umani non può e non deve impedire ad un Principe di chiedere la carità ai propri sudditi.
    Canonizzato nel Vinaya Pitaka, uno dei tre libri del Canone Pali che in modo rigido e rigoroso detta i principi religiosi e le regole di condotta per tutti i buddisti Theravada nel mondo, il Taak Baat Khao Neeaw deve essere praticato nel rispetto di norme precise e fiscali: si deve tenere una volta al giorno, all’alba, ed il cibo ricavato dovrà essere l’unica forma di sostentamento dei monaci per i due pasti quotidianamente concessi (uno al termine del Baat ed un secondo poco dopo il mezzogiorno). Tutto il cibo offerto deve essere rigorosamente consumato il giorno stesso, senza avanzi. Le offerte devono rigorosamente essere solo in cibo. I fedeli non devono offrire altri beni ed in particolar modo devono astenersi dall’offrire denaro.
    Anche per l’accettazione stessa dell’offerta, i monaci devono seguire un rituale ben preciso: non possono ad esempio chiedere l’offerta in modo esplicito e non posssono protendere la ciotola delle offerte in direzione del fedele. La ciotola va tenuta tra le braccia e stretta sulla vita, nella posizione canonica che vediamo rappresentata nelle statue del Buddha che identificano questa precisa vicenda.
    Assieme a Thailandia e Myanmar, il Laos è il paese Theravada dove queste usanze si sono conservate nella loro forma più pura ed integrale e Luang Prabang è senza ombra di dubbio la città dove il Taak Baat si può ammirare nella sua forma spritualmente più nobile. Alle prime luci dell’alba, centinaia di Monaci marciano in fila indiana tra le strette stradine di Luang Prabang contornate da piccole casette in legno. I Monaci non fermano mai la loro marcia ed è compito dei fedeli, che si prostrano genuflessi al loro sfilare, di riempire in modo veloce e ritmato con il prelibato “Khao Neeauw” (impasto di riso) ognuna delle ciotole.
    Un patrimonio spirituale e culturale da proteggere e rispettare
    La profonda fede buddista è la vera anima di Luang Prabang. Visitare questa stupenda città significa prima di tutto immergersi nell’intenso flusso spirituale che la attraversa e sarebbe impensabile lasciare questo luogo senza aver ammirato il Taak Baat.
    Alle 04:00 del mattino, i gong di tutti i monasteri di Luang Prabang segnano l’inizio della giornata e per chi soggiorna in uno dei tanti piccoli resorts del centro storico sarà impossibile sfuggire a questo sublime richiamo.
    Nell’attesa dell’uscita dei Monaci dai loro conventi, centinaia di turisti si accalcano ogni giorno all’alba lungo la Rue Wat Senè, la strada principale del centro storico di Luang Prabang, dove il Taak Baat può essere meglio ammirato.
    Catturati dal magico misticismo del rito e dallo splendore esotico di centinaia di sfavillanti tuniche arancioni che si susseguono senza soluzione di continuità, molti avventori vengono trasportati da un vortice di eccitazione ed esaltazione che spesse volte fa purtroppo oltrepassare i limiti del buon senso e del rispetto.
    È molto importante che chiunque si rechi all’alba sulla Rue Sene sia pienamente consapevole di ammirare un rito religioso carico di profonda sacralità e non uno spettacolo inscenato per il proprio piacere.
    Certe regole comportamentali sono quindi assolutamente indispensabili al fine di preservare il Taak Baat nella propria integrità. In particular modo, si raccomandano i turisti di non avvicinarsi in modo eccessivo ai Monaci e di non intralciare il loro passaggio, di non usare il flash delle macchine fotografiche, di non parlare ad alta voce, non gesticolare e mantenere in generale un’attitudine di pieno rispetto delle tradizioni.
    I monasteri principali
    Edificate tra il XVI ed il XIX secolo, le opere architettoniche più significative e rappresentative della spiritualità buddista di Luang Prabang hanno involontariamente testimoniato gli episodi che nei secoli hanno cambiato la storia del Regno e lasciato gli indelebili segni della guerra e della distruzione ed alcuni tra i monasteri più sacri ed importanti della città hanno da tempo perduto per sempre la loro identità originaria. Gli eserciti degli invasori Siamesi, Cinesi, Vietnamiti e Birmani che a turno hanno saccheggiato la città non si sono infatti limitati a depredare e trafugare i gioielli ed i metalli preziosi che ornavano e decoravano le sacre dimore dei Monaci. Hanno anche bruciato e disperso tesori culturali di inestimabile valore: stupende costruzioni con i tipici tetti spioventi in legno, intere biblioteche buddiste composte da pregiati libri trascritti sulle foglie di palma hanno conosciuto nei secoli il fuoco della violenza e della definitiva distruzione.
    È singolare però pensare che uno dei più recenti e probabilmente il più crudele e totale dei saccheggi, perpetrato a più riprese tra il 1884 ed il 1895 ad opera delle “Bandiere Nere” (truppe irregolari di mercenari Cinesi), ha miracolosamente risparmiato due tra i più sacri ed importanti templi della città e che oggi costituiscono tappe imperdibili nella visita di Luang Prabang: il tempio Reale Wat Xieng Thong ed il Wat Mai Suwannaphummaham
    Wat Xieng Thong Ratsavoravihanh
    Edificato in prossimità del limite settentrionale del centro storico, a ridosso del punto geografico esatto nel quale i fiumi di Luang Prabang si congiungono tra loro, il Wat Xieng Thong gode di una posizione dominante al culmine della Rue Wat Sene, la via principale di Luang Prabang.
    A partire dalla data della sua costruzione, alla metà del XVI secolo, e fino al termine della storia di Luang Prabang quale città capitale del Regno nel 1975, il Wat Xieng Thong è sempre stato il tempio più sacro ed importante della città e l’unico tempio continuamente posto sotto il diretto patrocinio della Famiglia Reale. Dopo tre intere giornate di meditazione e di preghiera presso il tempio Long Khum, sulla sponda opposta del Maekhong, l’erede al trono attraversava il fiume a bordo di una lussuosa barca Regale, entrava al Wat Xieng Thong attraverso un’approdo costituito da una lunga scalinata (oggi ancora esistente) che terminava fin dentro al tempio, e qui veniva incoronato.
    Seguendo le tipiche tradizioni locali, la posizione scelta per la costruzione del tempio aveva a quel tempo un particolare significato cosmologico. Nel caso particolare del Wat Xieng Thong, questo era il luogo nel quale la leggenda racconta che due antichisssimi Monaci eremiti stabilirono la propria dimora in prossimità di un albero sacro del quale oggi possiamo ammirare una stupenda raffigurazione sulla parete posteriore esterna del Sim, la costruzione più sacra del tempio.
    Un’altra importante novella correla la fondazione del tempio alla memoria di Chanthaphanit, il leggendario Re fondatore della città nel lontano VIII secolo. Gli stupendi murali raffigurati sulle pareti interne e sul soffitto del Sim stesso narrano della sua vita e del modo rocambolesco e bizzarro nel quale divenne Re e fondò la città. Altri murali del Sim rappresentano invece le “Jataka”, le storie di ognuna delle precedenti reincarnazioni di Siddartha Gautama prima di raggiungere la definitiva incarnazione che lo porterà allo stato di Buddha. Le Jataka canoniche sono 543 delle quail solo alcune sono qui rappresentate.
    Durante il viaggio in Laos del Governatore Generale francese delle colonie nel 1928, Re Sisavang Vong riuscì ad ottenere i fondi per quella che a oggi risulta l’ultima importante restaurazione del tempio e che, a parte alcuni edifici aggiunti negli anni ’60 e ad altre minori opera di manutenzione, diede al Wat Xieng Thong la conformazione ed il look nel quale lo ammiriamo oggi. I fondi concessi dalla Francia non furono però ottenuti a buon mercato. I colonizzatori occidentali pretesero infatti in prestito una delle immagini religiose più sacre del tempio: una anomala e originale raffigurazione del Buddha reclinato dallo stile unico e difficilmente decifrabile. Canonicamente coricato sul fianco destro, la mano sulla quale si poggia il capo ha infatti una particolare forma allungata non riscontrabile in nessuna altra rappresentazione artistica di mpronta Theravada. Questa immagine venne esposta a Parigi per lungo tempo prima di trovare finalmente la strada del ritorno in Patria negli anni ’60.
    Oggi al tempio non si accede più dal lato del fiume bensì dall’ingresso principale a est lungo la Rue Wat Sene. Da qui il Sim ci appare in tutta la sua maestosità ed importanza e la forma architettonica di maggior rilievo è ovviamente rappresentata dagli stupendi tetti in legno lavorato spioventi e a più livelli.
    La torre campanaria
    Oltre al Sim, il Wat Xieng Thong ci propone anche una raffinata ma recente torre campanaria nella quale è posizionato il Gong utilizzato per la chiamata dei Monaci. Il suono profondo e ritmato di questo potente strumento aleggia inesorabile sulla città per ben due volte al giorno: alle quattro del mattino ed alle quattro del pomeriggio.
    La rimessa del carro funebre
    Un’altra costruzione databile agli anni ’60 si trova immediatamente alla destra dell’ingresso. Edificata nella canonica forma del Viharn, il suo aspetto può trarre in inganno. Non è infatti un edificio dedicato al culto ma è la rimessa del carro funebre utilizzato nel 1961 per la cerimonia di cremazione di Re Sisavang Vong.
    Lo stupendo, doppio tetto spiovente di questo edificio è costruito in uno stile architettonico denominato Xieng Khuang, il terzo periodo stilistico di Luang Prabang.
    Una delle peculiarità più eclatanti di questo edificio è il rivestimento delle facciate esterne con pregiati e finemente lavorati pannelli in legno di teak interamente dorati. Le sculture di questi pannelli rappresentano la versione Laotiana del Ramayana, l’epopea mitologica del Principe Rama e della sua guerra contro le forze del male, impersonificate da feroci demoni, per liberare la sua amata.
    Il grande carro funebre occupa per intero lo spazio interno dell’edificio. È infatti alto ben 12 metri e montato su di un telaio a sei ruote. Finemenete decorato, termina a punta nella forma del mitologico serpente Naga canonicamente rappresetato a sette teste.
    Durante la cerimonia funebre del 1961, il corpo del Re venne trasportato a bordo del carro da qui fino al tempio Wat That Luang, all’interno del complesso del Palazzo Reale, dove venne cremato.
    Le sue ceneri vennero poi riportate al Wat Xieng Thong dove oggi riposano all’interno di una pregiata urna in legno di sandalo.
    Cappella del Buddha Eretto
    Procedendo dalla rimessa del carro funebre in direzione del Sim si incontra un piccolo edificio del quale vanno ammirati gli stupendi mosaici che compongono I frontoni delle porte. Al suo interno si trova una pregiata statua del Buddha che costituisce una sorta di replica del celebre Phra Bang. Venne donata a Sisavang Vong da Rama V il Grande, Re del Siam, all’inizio del XX secolo.
    Il “Sim”
    Si giunge così finalmente al Sim, la costruzione centrale del tempio. Definito “la felicità per gli occhi dell’anima”, presenta raffinate decorazioni che ricoprono interamente sia l’interno che l’esterno del tempio.
    Tra le rappresentazioni murali, spesso ottenute con la tecnica dello stampo al fine di riprodurre le stesse minuziose e pregiate decorazioni infinite volte, troviamo la Sacra Routa del Dharma, l’insegnamento che sta alla base del credo Buddista e che il Buddha Gautama ideologicamente “girò” presso il Parco dei Cervi di Sarnath (India settentrionale), simboleggiando l’inizio della Religione Buddista. Ci sono poi le già descritte rappresentazioni delle Jataka, ed ancora alcune crude e drammatiche rappresentazioni delle punizioni divine inflitte ad “Avici”, l’inferno che la cosmologia Buddista pone nelle profondità di “Jambudvipa”, il continente abitato dagli uomini che galleggia nel mare cosmico primordiale.
    Esternamente, sul retro del Sim troviamo la raffinata rappresentazione il mitologico albero degli eremiti fondatori della città (vedi).
    Il tetto del Sim è sostenuto da otto possenti e mastodontiche colonne in legno ognuna ottenuta da un unico gigantesco tronco.
    Al centro si trova l’immagine più venerata del Buddha. Seduto con le gambe in Lalisana, mostra la Mudra (posizione delle mani) del “Bhumisparsa”: la mano destra è estesa fino a toccare la Dea Terra, che viene chiamata a testimoniare sulla definitiva vittoria del Buddha contro le forze del male e il raggiunto stato di “Illuminato”.
    La biblioteca
    La biblioteca, che contiene una copia del Canone Pali, è insolitamente posta lungo l’asse longitudinale del Sim e dietro di esso. È questa una licenza stilistica che gli architetti di Luang Prabang si sono concessi rompendo con la tradizione che vede la libreria generalmente posta sul lato nord-orientale dell’edificiio consacrato e con l’ingresso rivolto ad occidente.
    In lingua Pali, il sacro Canone dei Buddisti Theravada prende il nome di “Tripitaka” che letteralmente significa “I tre canestri” ad identificare I tre libri principali che lo compongono. Il primo è il Sutra Pitaka, che contiene gli insegnamenti materiali del Buddha riconducibili ad esempi di vita tangibili e dimostrabili. Il secondo è il Aphidharma Pitaka, che contiene gli insegnamenti astratti quali ad esempio la composizione dell’universo Buddista e delle sue divinità, ed infine il Vinaya Pitaka che standardizza le oltre duecento regole comportamentali basilari alle quali devono attenersi I Monaci e le ulteriori centinaia di regole secondarie. Il Tripitaka si compone complessivamente di centinaia di migliaia di versi ed è di gran lunga il testo sacro più esteso del mondo.
    La cappella Rossa ed il Buddha reclinato
    Il Wat Xieng Thong non ha ancora terminato di mostrarci meraviglie. Manca infatti all’appello la “Cappella Rossa”, il grazioso edificio posto di fianco alla biblioteca che contiene la celebre immagine del Buddha reclinato sopra descritta (vedi).
    Il nome di questa costruzione è dovuto alle pregiate decorazioni in stucco rosso delle pareti esterne che si completano con preziosi mosaici in vetro.
    Rompendo con la tradizionale rappresentazione di scene religiose e mitologiche, queste composizioni insolitamente ci propongono scene laiche della vita nei villaggi. Le decorazioni vennero realizzate nell’anno 1957 DC che coincide con il 2500mo giubileo Buddista Theravada.
    Il celebre Buddha reclinato al centro della costruzione è contornato da pareti ricolme di copiose raffigurazioni del Buddha a ricordare uno degli otto avvenimenti principali della sua vita: il “Miracolo di Sravasti”, canonicamente il sesto in ordine cronologico. La leggenda racconta che errando nell’India settentrionale nell’intento di impartire la Religione Buddista e accrescere il numero dei suoi discepoli, il Buddha giunse nella città di Sravasti, capitale dell’omonimo Regno, dove si confrontò con la popolazione locale restia a credere alle sue parole. Per dimostrare la propria superiorità materiale e spirituale, il Buddha inscenò alcuni miracoli tra i quali la moltiplicazione del proprio corpo in “mille” piccoli Buddha (nell’antica cultura indiana il numero mille rappresenta l’infinito)
    La rimessa delle barche
    Come in ogni tempio di Luang Prabang, non può mancare la rimessa per le stupende barche in legno utilizzate ogni anno in aprile ed in ottobre per vere e proprie competizioni nelle quali i monaci dei vari templi gareggiano tra loro.
    Wat Long Khun
    Questo tempio, anch’esso strettamente correlato alla famiglia Reale, è una delle poche costruzioni che si trovano sulla sponda opposta del fiume Maekhong rispetto al centro di Luang Prabang, in un’area pressochè disabitata e dominata dalle montagne e dalla natura selvaggia.
    Ammirato da Luang Prabang, il terreno sul quale sorge il tempio mostra due colline che nella leggenda popolare rappresentano un giovane uomo e una giovane donna chinati su sè stessi. Il tempio, il cui nome si traduce in “la piana alta sul fiume”, è costruito sull’addome della donna.
    Utilizzato come luogo di preghiera e meditazione per l’aspirante al trono, dopo tre giorni trascorsi al Wat Long Khun il futuro Re attraversava il fiume per approdare al Wat Xieng Thong, posto direttamente di fronte ad esso, dove avveniva la cerimonia di incoronazione.
    Con la caduta della monarchia nel 1975, questo tempio fu completamente abbandandonato e caduto in rovina. Nella metà degli anni ’90 un importante opera di restaurro gli ha ridato la sua forma ed il vigore di un tempo ed oggi il Wat Long Khum si mostra nuovamente in tutto il suo splendore.
    Edificato su di un’ampio terrazzamento naturale dal quale si gode di una bella panoramica sul fiume Maekhong e sulla città di Luang Prabang, il tempio è raggiungibile attraverso una scalinata che parte direttamente dall’imbarcadero.
    Il “Sim” risale al diciottesimo secolo e la parte posteriore dell’edificio si conserva ancora nella forma originale. Molto belli ed architettonicamente interessanti le abitazioni in legno dei monaci. Il piccolo edificio privo di finestre al lato del Sim era invece il luogo di meditazione del designato successore al trono che avveniva alla presenza dei suoi parenti di sesso maschile.
    Wat Mai Suwannaphummaham
    Sul lato opposto della Rue Wat Sene rispetto al Monastero Xieng Thong, il Wat Mai è dislocato in prossimità del Palazzo Reale e di fronte alla scalinata che porta alla vetta del Monte Phousi.
    “Wat Mai” nelle lingue Tai significa “il Monastero Nuovo”. È infatti uno dei più recenti della città e la sua ultimazione risale all’inizio del XIX secolo. Edificato quale dimora per il Grande Patriarca del Buddismo Laotiano, negli anni è stato utilizzato anche come residenza per diversi dignitari francesi tra cui August Pavie, principale fautore della liberazione del Laos dal dominio Siamese e la conseguente annessione tra le colonie francesi. Il Patriarca stesso si incaricò di mantenere attivo il canale di comunicazione tra Pavie ed il Re del Laos per sfuggire al controllo del Governo di Bangkok.
    Dallo splendore del tetto in legno del “Sim”, edificato in ben cinque livelli sovrrapposti dei quali i primi due si estendono in modo continuo sull’intera costruzione, possiamo assegnare il Wat Mai al “Primo stile Luang Prabang” a dimostrazione che questa antica soluzione stilistica in voga all’inizio del XVI secolo venne nuovamente ripresa a distanza di diverse centinaia di anni. Quello che possiamo ammirare è ancora il tetto originale, nel tempo più volte restaurato e riparato.
    A seguito della distruzione del Wat Visoun, tradizionale dimora del sacro Buddha Phra bang, nei saccheggi delle “Bandiere Nere” nel 1887, diverrà il Wat Mai il luogo dove la venerata statua simbolo della città verrà custodita e qui rimarrà fino al 1947 prima di essere trasferita al Palazzo Reale. Durante le celebrazioni del capodanno tradizionale Laotiano nel mese di Aprile, tramite un’importante e sacra cerimonia il Phra Bang viene ogni anno riportato al Wat Mai per concedere alla popolazione di Luang Prabang di rendergli omaggio. L’enorme mole di fedeli nonchè di pellegrini provenienti da tutto il Paese in questa occasione dimostrano la sacralità e l’importanza di questo tempio. Il Phra Bang rimane qui per tre giorni ed al termine di una cerimonia di abluzione viene riportato nella sua dimora stabile.
    Le stupende decorazioni delle pareti del Sim narrano diverse vicende della vita del Buddha e delle Jataka tra le quali l’ultima in ordine cronologico e la più importante della serie: la “Vessantara” Jataka. Giunto alla sua cinquecentoquantatreeesima e penultima reincarnazione, colui che sarà il Buddha sorge a nuova vita nei panni del Principe Vessantara. Questa Jataka narra dell’estrema buontà, altruismo e senso del sacrificio del Principe che, ancora in giovane età, viene cacciato dalla città assieme alla moglie ed ai due figli colpevole di aver donato al regno confinante un sacro elefante portatore di prosperità e fortuna. Errando nella foresta, Vessantara incontrerà un eremita che pretenderà in regalo la sua compagna ed i suoi figli. Vessantara rimarrà fedele ai propri principi morali di altruismo concedendoli in dono.
    Per la sua bellezza architettonica, per lo sfarzo e la fraffinatezza delle sue decorazioni e per la centralità della sua posizione, il Wat Mai è oggi uno dei templi di Luang Prabang più visitati dai turisti internazionali.
    Wat Visoun (Wat Visunalat)
    Tra i più antichi templi di Luang Prabang (il più antico tra quelli ancora attivi), venne edificato all’inizio del XVI secolo per osptitare la sacra statua del Buddha Phra Bang, l’immagine religiosa più sacra della città, che venne qui custodita fino al 1715, anno con il quale si identifica la fine del Regno di Lan-Xang e la sua annessione al Regno di Ayuttaya.
    Quando nel 1866 i Siamesi di Bangkok restituiranno al Laos il Buddha Phra Bang per la seconda ed ultima volta, la statua verrà nuovamente dislocata al Wat Visoun a testimoniare il fatto che quasi quattro secoli dopo la sua costruzione, questo monastero è ancora tra i più sacri ed importanti della città.
    Dal punto di vista architettonico, il “Sim” (edificio consacrato dalle pietre sacrali “Sema”) del Wat Visoun è di estrema importanza in quanto costituisce il più classico esempio del “primo stile Luang Prabang”, identificato dalla forma dei tetti spioventi su più livelli contrapposti che in questo particolare stile vede i due livelli più inferiori coprire tutto il perimetro attorno all’intero Sim.
    Anche per il Wat Visoun non può ovviamente mancare una leggenda animista correlata al luogo scelto per la sua costruzione: il tempio nasce infatti sui…campi di riso dei “Devata” (spiriti) protettori della città.
    Fortemente danneggiato e delapidato delle proprie ricchezze durante il saccheggio delle “Bandiere Nere” alla fine del XIX secolo, il “Sim” originale del Wat Visoun era di eccezionali dimensioni ed interamente rivestito di grandi pannelli in legno interamente scolpiti e lavorati. Oggi possiamo immaginare le sue antiche e meravigliose forme solo attraverso i disegni dei pionieri occidentali che videro il tempio prima dell’anno fatale della distruzione: il 1887. Con la ricostruzione, che avvenne nel 1896, vennero riproposte sommariamente le stesse forme e dimensioni ma i pregiati legni lavorati vennero sostituiti da materiali meno nobili come i mattoni decorati a stucco.
    Il “Sim” contiene oggi al suo interno una vasta collezione di antichissime statue del Buddha rappresentato in varie posizioni e dagli stili e provenienze più disparati. Alcune di queste statue sono databili al XIV e XV secolo.
    That Makmo
    Malgrado la quasi totale distruzione, il Wat Visoun ci ha potuto tramandare una stupenda ed antichissima costruzione che più di ogni altra in città ci può mostrare il tipico stile utilizzato dai Laotiani per la costruzione degli stupa (in Laotiano chiamati “That”). Oggi questo anticchissimo edificio è denominato “That Makmo”, letteramente “lo stupa a forma di anguria”, ad identificarne le distintive forme. È singolare notare l’evoluzione stilistica che lo stupa ha avuto nelle varie aree del Sud-Est Asiatico e quanto e come sia sia differenziato rispetto alle originali forme indiane del primo millennio. Rappresentato con la magnifica forma di campana rovesciata nell’antico Regno Siamese di Sukhothai, nelle pianure centrali della penisola indocinese, si trasformerà in una forma più eretta e stilizzata durante il periodo di Ayuttaya. La tipica forma laotiana ha però delle similitudini più evidenti con le forme a fiore di loto in voga nel più lontano Regno Birmano.
    Wat Aham
    Il “Monastero del cuore aperto” è adiacente al Wat Visoun e, malgrado sia molto più recente del celebre gemello, costituisce con esso un unico grande complesso religioso. Il Wat Aham risale infatti all’inizio del XIX secolo ed il suo “Sim” ha la particolarità della completa assenza di decorazioni sulle pareti esterne. Questa mancanza è però ampliamente controbilanciata dalla bellezza e ricchezza dei murali sulle pareti interne. I temi sono i soliti ma sono qui rappresentati con un dettaglio maggiore e sono più facilmente leggibili e comprensibili: scene degli episodi principali della vita del Buddha, punizioni inferali, Jataka sono infatti rappresentate in pannelli di dimensioni eccezionalmente ampie e di immediata percezione visiva.
    Più di ogni altro tempio di Luang Prabang, il Wat Aham ha giocato un ruolo chiave nello scontro culturale tra le primitive religioni animiste del popolo Laotiano e le più evolute filosofie del culto Buddista Theravada. Il risultato sincretistico di questo confronto è qui più evidente che in ogni altro sacro luogo della città. Il Wat Aham sorge infatti sulla dimora dei mitologici spiriti protettori di Luang Prabang e importanti edifici (stupa) all’interno del complesso templare erano a loro dedicati.
    A seconda del maggiore o minore grado di integralismo religioso dei Regnanti che si susseguirono sul trono, questi edifici vennero a più riprese distrutti ed ogni volta ricostruiti a seguito di importanti calamità che di volta in volta si abbattevano sulla città oramai non più protetta dalle proprie forze benevole.
    Oggi si ritiene che gli spiriti protettori si siano “trasferiti” all’interno di due sacri alberi del “Bodhi” che si trovano nei giardini del Wat Aham. Il Bodhi è anche l’albero sacro del Buddismo, sotto al quale il Buddha raggiunse l’illuminazione. È quindi fortemente evidente il profondo grado di sicretismo e perfetta convivenza oggi raggiunta dai due credi religiosi, entrambi ancora profondamente radicati nelle pratiche popolari. Ad ulteriore conferma di ciò, fino alla costruzione del Wat Mai nel XIX secolo, il Wat Aham fu anche la sede del Patriarca supremo del Buddismo Laotiano, il quale condivise quindi la propria residenza con gli spiriti animisti!
    Ancora oggi, durante le celebrazioni del capodanno tradizionale Laotiano, al Wat Aham si tiene la rappresentazione dell’importante rito delle “Danze delle Maschere” dedicato agli spiriti protettori.
    Wat Sen (Wat Sene)
    “Sen” nelle lingue Tai significa centomila e centomila furono le pietre che nel 1718, anno di costuzione del tempio, vennero raccolte dal letto del fiume Maekhong per la costruzione di questo sfavillante monastero che più di ogni altro spicca per i caldi e luccicanti colori dorati. Si trova quasi al culmine della Rue Wat Sene, la strada principale del centro storico alla quale da il nome e a poche centinaia di metri dal Wat Xieng Thong.
    Il “Wiharn” (edificio del monastero dedicato al culto ed accessibile anche ai laici, in contrapposizione con il “Sim” consacrato dalle nove pietre sacrali “Sema”) è un ibrido tra il tipico stile locale e lo sfarzoso stile Siamese. Le decorazioni intagliate sulle porte, che rappresentano varie divinità della cosmologia buddista nonchè divinità induiste a comporre un sincretismo religioso particolarmente conseueto e tipico del Sud-Et Asiatico, nonchè i murali delle pareti interne sono considerate tra le massime espressioni dell’arte locale.
    Tra i vari edifici secondari che compongono il monastero si nota un riparo sotto il quale vengono custodite due antiche e stupende imbarcazioni in legno ed utilizzate per le regate sul fiume.
    Wat Phuttabaht Tai
    Diversamente dagli altri sacri templi della città, il “Tempio dell’impronta del Buddha” non si trova nel centro storico di Luang Prabang ma molto più a ovest, nel punto in cui il piccolo torrente Hop di getta sul corso del Maekhong.
    La leggenda racconta che uno dei due mitologici serpenti Naga protettori degli ingressi della città aveva fissato la sua dimora su una grande roccia sulla quale oggi è costruito il tempio.
    A conferma dello spirito sincretistico che da sempre ha accompagnato e legato il Buddismo e l’Animismo, la leggenda prosegue narrando di una “orma” del Buddha che venne trovata nel punto esatto della dimora del serpente. Questa singolare coincidenza fu interpretata come un importante segnale per identificare il luogo per la costruzione del tempio.
    Essendo stato recentemente restuarato grazie ad uno sforzo congiunto delle comunità Cinesi e Vietnamite di Luang Prabang, dal punto di vista architettonico il Wat Phuttabaht presenta oggi un connubio di diversi stili unico nel suo genere. Le forme architettoniche Cinesi, Thai, Vietnamite e Laotiane sono infatti riunite in un interessante mix di forme e soluzioni stilistiche decisamente degno di nota.

    Pak Ou Caves
    Descrizione: Situate lungo il corso del Mekong, 25 km a nordest di Luang Prabang, le grotte di Pak Ou rappresentano una delle mete più caratteristiche del nord del Laos. Le due grotte, Tham Phum e Tham Ting, sono state realizzate dalla popolazione locale, i Lao, pià di 300 anni fa, scavate all'interno di una parte rocciosa quasi verticale, ed utilizzate ancora oggi come luogo di preghiera dalla popolazione locale. Le due grotte custodiscono complessivamente più di 4.000 raffigurazioni di Buddha.
    Tham Thum è la grotta più grande e più profonda. Attraverso una scalinata si raggiunge l'ingresso della grotta, caratterizzato da un'imponente porta in teak. All'interno, piuttosto buio, sono presenti 1.500 statue. Tham Ting, accessibile tramite una scalinata piuttosto ripida, custodisce le altre 2500 statue.
    Il villaggio di Pak Ou, situato nel punto in cui il fiume Ou confluisce nel Mekong, è raggiungibile da Luan Prabang via terra o risalendo il Mekong (circa due ore di navigazione).
  • Cambogia - Informazioni Utili


    Descrizione: Cambogia deriva dal termine Kambu-Ja, che significa "nati da Kambù", antica figura mitologica indiana. Questo è il nome assegnatole nel X sec. dal vasto e potente impero Khmer, che governò il paese per centinaia di anni. La civiltà Khmer, profondamente legata alla cultura indiana, diede un grande impulso allo sviluppo artistico e culturale di tutti i popoli che abitavano la parte sudorientale del continente asiatico. Risalente al periodo di massimo splendore di questo impero si può ancora ammirare la favolosa città di Angkor, con la sua cittadella fortificata, edificata nella forma attuale intorno al 1100, circondata da mura quadrate alte otto metri con davanti ad ogni porta 54 statue di divinità sulla sinistra e 54 di demoni sulla destra. Questa imponente
    costruzione, rievoca in modo emblematico, i fasti di un antico impero. Ma non sarà che un piccolo assaggio di questo incredibile paese che ospita etnie, religioni e culture diverse ed è testimone di secoli di storia e del grande splendore passato del continente indiano. La Cambogia vi stupirà inoltre con le sue ricchezze naturali: foreste, boschi, pianure, fiumi e cascate si intrecciano da nord a sud, incantando i visitatori. I cambogiani sono da pochi anni usciti da un lungo ventennio di guerra civile che ha lasciato tristi segni in molte città. Ora, che è iniziata la rinascita, la popolazione, entusiasmata da tutti questi rapidi cambiamenti, accoglie i visitatori occidentali con molto calore e simpatia. I monaci buddisti Hynayana sono orgogliosi di mostrare le loro pagode ricostruite e le persone più anziane, che hanno frequentato scuole occidentali per tanti anni, sono desiderose di poter rispolverare l'inglese o il francese chiacchierando amabilmente con i visitatori. La "ricostruzione" di questo paese è quindi già iniziata, ma la semplicità degli alberghi e dei trasporti a volte
    può creare ai viaggiatori qualche disagio. Grazie al fascino del ricco passato di questo popolo e dei suoi maestosi monumenti, i piccoli problemi pratici diventeranno secondari. Un viaggio in Cambogia è un'esperienza irripetibile, un ricordo che rimane vivo a lungo negli occhi e nella memoria di chi lo ha
    vissuto.
    CLIMA
    La Cambogia rientra nell'area monsonica e presenta due principali stagioni climatiche. Un periodo piovoso che va da maggio ad ottobre e che coincide con l'arrivo del monsone di sud-ovest, durante il quale si registrano temperature moderatamente elevate (il massimo delle precipitazioni si concentra in ottobre).
    Da novembre a febbraio si ha la stagione secca, con temperature relativamente fresche che tendono ad aumentare fino alla metà di maggio che registra temperature massime sui 38° C.
    FUSO ORARIO
    La diversità di fuso orario rispetto all'Italia è di 6 ore in più quando è in vigore l'ora solare, mentre di 5 ore quando è in vigore l'ora legale.
    INFORMAZIONI UTILI PRIMA DI METTERSI IN VIAGGIO
    Passaporto: necessario, con validità di almeno sei mesi al momento dell’ingresso nel Paese.
    Visto: Obbligatorio. Può essere ottenuto all’arrivo in aeroporto (Visa on arrival a pagamento - 30 USD a partire dall'1 ottobre 2014). Sono necessarie 2 foto tessera recenti. I passeggeri in partenza da Siam Reap sono soggetti ad una tassa aeroportuale di 8 USD
    Vaccinazioni obbligatorie: Nessuna
    Ulteriori informazioni e aggiornamenti su: www.viaggiaresicuri.it

    Località raggiunte dal tour

    Angkor
    Descrizione: Angkor è il sito archeologico più importante della Cambogia ed uno dei più importanti del Sud-est asiatico. Nel periodo compreso fra il IX ed il XV secolo fu il maggior centro politico-religioso e la capitale dell'Impero Khmer.
    Occupa parte della vasta pianura alluvionale compresa tra il grande lago Tonle Sap e il gruppo montuoso del Phnom Kulen. La città di Siem Reap, sviluppatasi a partire dagli anni venti parallelamente all'aumento del flusso turistico, è il punto principale di accesso.
    La maggioranza dei templi più noti e visitati è concentrata in un'area di circa 15 km per 6,5 km a nord di Siem Reap, ma l'area totale definibile come Angkor è molto più vasta: il "parco archeologico di Angkor" si estende su 400 km.

    ANGKOR WAT
    L’appellativo moderno che oggi diamo ad una delle più sensazionali meraviglie oggi ammirabili nel mondo intero risale presumibilmente al XV Secolo, periodo durante il quale una drastica mutazione del culto religioso introdotta dagli siamesi, nuovi dominatori dell’area, avvicinò per la prima volta i Khmer al Buddismo Theravada. Il termine “Wat”, infatti, il lingua siamese significa Monastero (Buddista).
    Degli innumerevoli templi che gli antichi Khmer laboriosamente edificarono in un arco di tempo di oltre sei secoli a cavallo tra il primo e il secondo millennio, l’Angkor Wat è oggi l’unico ancora consacrato e ad essere utilizzato quale luogo di culto, appunto del Buddismo Theravada. Ogni anno viene visitato non solo da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo ma anche da una nutrita schiera di pellegrini che considerano l’Angkor Wat uno dei luoghi più sacri del Sud-est Asiatico.
    Il suo nome originario era però Vrah Vishnuloka (il “Paradiso di Vishnu”) e rappresentava la massima maturazione artistica e spirituale del tardo periodo Induista, principalmente incentrato sul culto di Vishnu che negli animi dei Re Khmer progressivamente rimpiazza il ruolo principale precedente occupato da Shiva.
    Meraviglia per antonomasia di Angkor, è il luogo che fin dalla sua riscoperta ha scatenato la fantasia e il desiderio del mondo occidentale.
    Edificato da Suryavarman II nella prima metà del XII secolo, il Vrah Vishnuoka era studiato per rappresentare l’intero macrocosmo Induista, con il monte Meru al centro contornato da varie catene montuose (i successivi livelli del tempio ognuno racchiuso da possenti mura) e immensi oceani (rappresentati dal gigantesco canale largo ben 200mt che circonda l’intero tempio!).
    La sua estensione totale è di circa 1500*1300 metri costituendo così l’edificio religioso più grande del mondo!
    Le sculture a bassorilievo realizzate all’Angkor Wat includono oltre 2000 “Apsaras” (ninfe danzanti), “Devata” (Dee) e “Dvarapala” (guardiani) ognuna delle quali di eccezionale fattura. Ma le sculture più sensazionali si trovano sulle mura della terza cinta, interamente scolpite lungo tutta la loro estensione (oltre 500 mt!) a rappresentare vari episodi del Mahabarata, del Ramayana e di altre epiche leggende collegabili alle discese sulla Terra (“Avatar”) del Dio Vishnu. Di incommensurabile bellezza sono ad esempio i due pannelli, entrambi ad unico registro, che si trovano sul lato ovest e che rappresentano le battaglie conclusive delle due epopee induiste (la battaglia di Lanka per il Ramayana, nel pannello settentrionale, e la battaglia di Kuruksetra per il Mahabarata, nel pannello meridionale). Passando al lato sud troviamo quindi un lunghissimo bassorilievo, realizzato inizialmente su due registri, che sfilando da sinistra a destra si riduce progressivamente ad un solo, grande, registro. Rappresenta una parata militare incentrata sulla figura del Re Suryavarman che in una incisione posta al suo fianco viene chiamato con il suo nome postumo: Paramavishnuloka (colui che è entrato nel Paradiso di Vishnu). Questo appellativo ha portato gli studiosi a ritenere che l’Angkor Wat venne edificato quale mausoleo del Re e che per questo motivo il suo orientalmento è, caso unico ad Angkor, verso Ovest. Esistono anche altre supposizioni di carattere religioso relative a questo strano e originale orientamento e ancora oggi non si è giunti ad una motivazione universalmente riconosciuta. Non è altresì certo che l’Angkor Wat sia realmente la tomba di Suryavarman.
    Proseguendo lungo le mura si incontra uno splendido pannello dedicato a Yama, signore degli Inferi, che con il suo bastone giudica i morti indicando la direzione del Parasido oppure dell’Inferno.
    L’inferno è rappresentato nel registro inferiore con notevole dovizia di dettagli e particolari sulle innumerevoli forme di tortura qui impartite.
    Il pannello più celebre e con le sculture più raffinate si trova però sul lato est e rappresenta la leggenda del “rimescolamento dell’oceano di latte”. Si sviluppa su 3 differenti registri che oppongono tra loro il disordine ed il caos dell’oceano primordiale, l’operosità degli Dei e dei Demoni alla ricerca dell’Amrita (l’elisir di lunga vita), ed infine l’ordine, la regolarità e la bellezza celestiale del registro superiore che rappresenta il risultato del rimescolamento che fuoriesce dall’oceano: Lakhsmi (la Dea moglie di Vishnu), Airavata (l’elefante a tre teste che sarà la cavalcatura del Dio Indra), il cavallo bianco a cinque teste Uchaisravas, il gioiello Kaustubha ed infine migliaia di graziose Apsaras, ninfe danzanti della mitologia induista.
    Una visita completa ed esaustiva dell’Angkor Wat richiede almeno mezza giornata. Al pomeriggio la luce è ideale per scattare foto memorabili.
    ANGKOR THOM
    La città fortificata di Angkor Thom, costruita dal re Jayavarman VII, si sviluppa intorno al Bayon ed è racchiusa da un muro di cinta alto 8 mt e lungo 12. La città ha 5 porte di ingresso alte 20mt, decorate e sormontate da quattro enormi volti, davvero impressionanti. Angkor Thom racchiude monumenti importantissimi come il particolarissimo Bayon, il Baphuon, la Corte Reale, il Phimeanakas e la Terrazza degli Elefanti. Le case del popolo, costruite in legno, purtroppo non sono riuscite ad arrivare fino ai giorni nostri.

    BAKONG
    Bakong è il tempio più imponente del complesso di "Roluos" e dista 12km a sud-est di Siem Reap. Il complesso è formato da una piramide centrale alta 15mt fiancheggiata da otto torri ed un bel monastero buddhista ancora tutt'oggi in funzione. Alcune delle torri conservano ancora bellissimi bassorilievi, ben conservati. E' circondato da tre cinte murarie concentriche, un fossato ed una ricca vegetazione.

    BAKSEI CHAMRONG
    E' un piccolo Tempio costruito in mattoni con una torre alta 12mt situato a poche centinaia di metri a sud di Angkor Thom. Da visitare alla mattina in combinazione con la porta sud di Angkor Thom, con Phnom Bakeng la sera. La luce più bella si ha alla mattina.

    BANTEAY KDEI
    Questo imponente Tempio buddhista, in gran parte non restaurato, ha quattro porte di ingresso ed è circondato da grandi mura concentriche ed enormi alberi di cotone. Sia il materiale (sabbia di seconda scelta) che le tecniche con cui è stato costruito sono di bassa qualità e purtroppo oggi il complesso verte in cattive condizioni. Tuttavia è in corso un progetto di restauro per alcune torri e corridoi, ed alcune zone sono interdette al pubblico. Da visitare in combinazione con il Srah Srang, che si trova davanti alla porta est.

    BANTEAI PREY
    Piccolo e poco visitato questo Tempio si trova vicino a Neak Pean. Con uno stile architettonico molto simile a Ta Som presenta alcuni bassorilievi ancora in buone condizioni. Un luogo tranquillo, adatto alla meditazione.

    BANTEAY SAMRE
    Costruito nello stesso periodo dell'Angkor Wat, Banteay Samre è stato restaurato molte volte utilizzando la tecnica dell'anastilosi, ed oggi il complesso è in buone condizioni. E' circondato da mura ed è formato da un tempio centrale e quattro ali. Una delle due biblioteche è in ottimo stato di conservazione e presenta bellissimi bassorilievi. Si arriva qui percorrendo una piccola strada lunga 3km che passa attraverso villaggi e campi di riso. Da visitare in combinazione con il Banteay Srey.

    BANTEAY SREY
    Forse uno dei templi più belli di tutta Angkor, il piccolo Banteay Srey è stato costruito utilizzando una pietra di colore rosa, e ricoperto con dei bassorilievi tra i più raffinati,intricati e belli del mondo. Banteay Srey significa "cittadella delle donne" perchè si dice che sia stato progettato dalla mano di una donna. Il momento migliore per visitarlo è prima delle 10:30 e nel pomeriggio, dopo le 14:00, quando la luce crea colori davvero meravigliosi. Si trova a 38km da Siem Reap, un pò lontano dalla città ma è un Tempio che vale veramente la pena visitare. Si può abbinare con una visita al Beng Malea ed al complesso di Rolous.

    BAPHUON
    Sito nel cuore di Angkor Thom, a circa 200mt a nord-ovest dal Bayon, il Baphuon è un tempio massiccio che rappresenta il mitico Monte Meru. E' in gran parte crollato ed in cattive condizioni. La parte centrale del Tempio è in fase di restauro e non è aperta al pubblico. All'entrata della strada rialzata si possono ammirare dei bellissimi bassorilievi, mentre sul lato occidentale del Tempio si può scorgere la sagoma di un Buddha disteso lungo ben 40mt.

    BAT CHUM
    Il Tempio di Batchum è situato a sud di Srah Srang. È formato da una piattaforma circondata da un fossato, nel cui centro si ergono tre torri in mattoni. Il progetto di restauro del Batchum è stato realizzato dal Department of Monuments and Archaeology, seguendo il metodo istituito dalla Autorità APSARA e dal programma di cooperazione francese FSP, con l'aiuto dell' UNESCO.

    BAYON
    Questo particolarissimo e misterioso Tempio, costruito nel tredicesimo secolo, è posizionato esattamente nel centro di Angkor Thom. E' formato da 37 torri sulle quali sono scolpiti 200 giganteschi visi di Loksvara (o forse sono una combinazione tra il Buddha e il re Jayavarman VII) sapientemente intagliati nella pietra. Il loro sguardi, rivolti verso i punti cardinali, sembrano seguire i passi del visitatore. Ma il meglio del Bayon sta nei meravigliosi ed unici bassorilievi scolpiti sulle mura delle gallerie, che rappresentano scene di battaglie e processioni intervallate da scene di vita quotidiana. Il Bayon è immerso nella foresta e la luce è piuttosto scarsa, sopratutto all'alba e al tramonto.

    BENG MALEA
    Il maestoso Beng Malea non è mai stato restaurato ed è tutt'oggi lasciato in balia della vegetazione. Giganteschi alberi di ficus allungano le loro possenti radici tra le mura e le gallerie ormai crollate. Tra le macerie spuntano meravigliosi bassorilievi, ormai ricoperti di piante rampicanti, muschi e licheni. Si cammina tra cunicoli, saltando di masso in masso. Intorno la jungla vera, quella selvaggia. Alcune passerelle di legno sospese permettono il passaggio dei punti più difficili. La sensazione è quella di essere in un "Tempio perduto". All'entrata ci sono delle guide carinissime che per pochi dollari vi porteranno in giro, spiegandovi la storia ed i "personaggi nascosti". Il biglietto di ingresso costa 5$. Beng Malea si trova a 63km a est di Siem Reap. Noi ci siamo arrivati in tuk tuk. Il viaggio è bellissimo e si percorre una strada ben mantenuta che attraversa piccoli villaggi immersi nella vegetazione. In ogni villaggio tantissimi bambini, che al tuo passaggio ti salutano muovendo le loro manine e urlando "helooooo". Meravigliosi. Sono ben pochi i turisti che arrivano fin qui. Un Tempio assolutamente da non perdere.

    EAST MEBON
    East Mebon, dedicato a Shiva, è un grande tempio adagiato su di una collina. Si eleva su tre livelli ed è coronato da cinque torri. Il Re Rajendravarman lo costruì nel 952DC, al centro di un grande serbatoio di acqua (Baray orientale) oggi proscuigato. Oggi East Mebon è circondato da alberi, ma quando fu costruito poteva essere raggiunto solo con la barca. La sua collocazione all'interno di un bacino rappresenta il mitologico Monte Mandara, che sorgeva al centro dell' Oceano di Latte.

    LOLEI
    Le rovine di Lolei fanno parte del gruppo del "Roluos". Il Tempio era situato su un'isola, nel bacino Indratataka, oggi secco. E' composto da quattro torri di mattoni ormai decadenti appoggiate su una doppia piattaforma di laterite. Pur essendo in declino, il Tempio è arricchito da architravi scolpite ancora in ottime condizioni.
    Phimeanakas
    Una piramide in arenaria e laterite di dimensioni impressionanti, il Tempio del re. I bassorilievi purtroppo sono in cattive condizioni tuttavia è il Tempio più alto dell'Angkor Thom e dalla sua cima si gode una vista panoramica davvero piacevole.

    PHNOM BAKHENG
    Il Tempio, situato sulla cima di una collina e dedicato a Shiva, è formato da quattro torri ed un santuario centrale, appoggiati su cinque gradoni. Le terrazze hanno delle scale situate al centro di ciascun lato. A ogni livello fanno da guardia una coppia di leoni. Dalla cima del Tempio si gode una bellissima vista sull'Angkor Wat, sul lago Tonlè Sap e sulla fitta foresta che ospita Angkor Thom. Proprio per questo la collina su cui è situato Phnom Bakheng è sempre piena di turisti, sopratutto al tramonto. Ci si può arrivare a piedi con una bella passeggiata tra la foresta oppure decidere di farsi portare in cima a dorso di elefante.

    PRASAT AK YUM
    E’ il più antico tempio della zona di Angkor. Da alcune iscrizioni sappiamo che esisteva già nel 609 e che era un tempio Hindu. Un tempo l’Ak Yum doveva essere più grande, ma la parte settentrionale fu sepolta in concomitanza con l’inizio degli scavi per il Baray occidentale. Della struttura originale è rimasta solo parte della torre centrale che poggia su una base di pietra arenaria.

    PRE RUP
    E' un bellissimo Tempio montagna piramidale su tre livelli, sormontato da cinque cappelle in laterizio. Bellissimi i bassorilievi che abbelliscono gli architravi delle porte del piano superiore. Dalla cima del Tempio è possibile ammirare uno dei tramonti più belli sulle risaie del Baray orientale.

    PREAH KHAN
    Il Preah Khan, che significa "spada sacra", è un grosso Tempio caratterizzato da cortili, stretti passaggi, raffinati bassorilievi e sculture ricoperte da muschi e licheni che ne fanno un luogo ideale per gli amanti della fotografia. Entrando dalla porta est si possono ammirare due giganteschi alberi che con le loro enormi e possenti radici stringono in una morsa la porta, lanciandosi poi verso il cielo. Una particolarità di questo tempio sono le colonne cilindriche, le uniche visibilio ad Angkor, che si trovano nel monumento situato a ovest del Tempio principale. Preah Khan si trova in un disceto stato di conservazione ed il Tempio è soggetto di contiunui restauri finanziati dal World Monuments Fund.

    TA KEO
    E' il primo Tempio-Montagna costruito completamente da grossi blocchi di arenaria ed è costituito da una torre centrale circondata da quattro torri più basse. Lasciato incompiuto, il Ta Keo è un monumento massiccio ma spoglio, senza bassorilievi. Sicuramente vale la pena visitare questo Tempio, ma se avete poco tempo sarebbe da preferire il Pre Rup.

    TA PROHM
    Un Tempio molto suggestivo, parzialmente ricoperto dalla fitta jungla, dalla quale filtra la luce del sole, creando effetti molto suggestivi. Giganteschi alberi di cotone crescono tra le torri, i corridoi ed i stretti passaggi, enormi radici di ficus strangolano le mura secolari, ormai in rovina. Ancora si possono vedere i bassorilievi scolpiti sui massi ammucchiati a terra, ormai ricoperti di muschi e licheni. Rumorosi stormi di pappagalli volano da albero ad albero aggiungendo alla giungla un'atmosfera unica. Nel giro dei templi sicuramente questo merita una visita. Se volete conoscere i punti più belli dai quali scattare foto suggestive rivolgetevi alle tante piccole guide che saranno felici di portarvi in giro per qualche soldino. Sicuramente saranno loro, i bambini a venirvi incontro, vivaci, rumorosi e piuttosto insistenti cercando di vendervi qualche oggettino e le immancabili cartoline. Se non desiderate acquistare nulla od essere accompagnati nel labirintico Tempio, declinate gentilmente il loro invito, senza essere litigiosi o aggressivi.

    TA SOM
    Il Ta Som, piccolo e in stile Bayon, si trova a est del Preah Neak Pean. La parte centrale del monumento è in decadenza ma è in corso un restauro da parte del World Monument Fund. I bassorilievi sono particolarmente belli e ben mantenuti ma la particolarità di questo Tempio sta nel gigantesco albero di ficus che, con le sue radici si è impossessato del gopura orientale, offrendo ai fotografi la possibilità di scattare foto davvero suggestive, sopratutto alla luce del pomeriggio.

    TERRAZZA DEGLI ELEFANTI
    Accedendo attraverso la South Gate (cancello sud) dell'Angkor Thom si raggiunge la Terrazza degli Elefanti e la Terrazza del Re Lebbroso, poco più a nord. Lunga ben 300 metri e alta due metri e mezzo la Terrazza degli Elefanti è una gigantesca piattaforma, adornata da bassorilievi rappresentanti elefanti, garuda e leoni a grandezza naturale. Il momento migliore per visitare il Tempio è appena prima del mezzogiorno.

    TERRAZZA DEL RE LEBBROSO
    E' una piattaforma alta 7 metri sulla quale è posta al centro una replica della statua del "Re Lebbroso". L'originale è nel National Museum di Phnom Penh. Le mura sono decorate da profondi bassorilievi rappresentanti figure mitologiche.

    THOMMANON
    E' un piccolo tempio in ottime condizioni, grazie al restauro fatto alla fine degli anni '60 dall'EFEO. Molti dei bassorilievi sono ben conservati ed il colore delle pietre risalta sul verde della jungla in modo particolare nella stagione umida. E' stato costruito nello stesso periodo dell'Angkor Wat ed è gemello del Chau Say Tevoda, quest'ultimo in cattive condizioni.

    PHNOM KULEN
    La Montagna Sacra di Phnom Kulen si trova a circa 40km a nord di Angkor ed ospita un Wat costruito all'inizio del X sec. e una statua del Buddha disteso scolpito nel basamento stesso del Tempio. Nelle vicinanze c'è una grande cascata dove è possibile trovare dei punti dove fare il bagno e diversi bassorilievi scolpiti sulle rive del fiume dei 1000 linga, tra i quali centinaia di piccoli linga, ballerine apsara, di Vishnu e altri rilievi tratti dalla mitologia indù. Sulla Montagna Sacra si trovano molti altri siti archeologici tra i quali il Prasat Rong Chencaratterizzato da gigantesche sculture zoomorfe in pietra. Sono davvero pochi i turisti che arrivano fin qui ma, una volta arrivati, si può godere di una magnifica vista sulle pianure sottostanti. Il sentiero che raggiunge Prasat Rong Chen è praticabile solamente durante la stagione secca.




    Angkor Thom
    Descrizione: Angkor Thom (che in lingua khmer significa semplicemente Grande Città) è il nome attualmente usato per l'ultima delle capitali dell'Impero Khmer sorta nel sito di Angkor, in Cambogia. Chiamata dai contemporanei Yasodharapura, come le altre città che l'avevano preceduta nello stesso sito, fu fondata nel tardo dodicesimo secolo dal re Jayavarman VII dopo i saccheggi dei Champa del decennio 1170-1180. Copre un'area di circa 9 km² in cui si possono trovare diversi monumenti, sia di epoche precedenti che costruiti da Jayavarman VII e suoi successori.
    Al centro della città c'è il tempio-montagna del Bayon, centro del culto di stato di Jayavarman VII, mentre altre costruzioni importanti sono raggruppate attorno alla Piazza della Vittoria, subito a nord.

    Angkor Wat
    Descrizione: L’appellativo moderno che oggi diamo ad una delle più sensazionali meraviglie oggi ammirabili nel mondo intero risale presumibilmente al XV secolo, periodo durante il quale una drastica mutazione del culto religioso introdotta dai siamesi, nuovi dominatori dell’area, avvicinò per la prima volta i Khmer al Buddismo Theravada. Il termine “Wat”, infatti, in lingua siamese significa Monastero (Buddista).
    Degli innumerevoli templi che gli antichi Khmer laboriosamente edificarono in un arco di tempo di oltre sei secoli a cavallo tra il primo e il secondo millennio, l’Angkor Wat è oggi l’unico ancora consacrato e ad essere utilizzato quale luogo di culto, appunto del Buddismo Theravada. Ogni anno viene visitato non solo da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo ma anche da una nutrita schiera di pellegrini che considerano l’Angkor Wat uno dei luoghi più sacri del Sud-Est Asiatico.
    Il suo nome originario era però Vrah Vishnuloka (il “Paradiso di Vishnu”) e rappresentava la massima maturazione artistica e spirituale del tardo periodo Induista, principalmente incentrato sul culto di Vishnu che negli animi dei Re Khmer progressivamente rimpiazza il ruolo principale precedente occupato da Shiva.
    Meraviglia per antonomasia di Angkor, è il luogo che fin dalla sua riscoperta ha scatenato la fantasia e il desiderio del mondo occidentale.
    Edificato da Suryavarman II nella prima metà del XII secolo, il Vrah Vishnuoka era studiato per rappresentare l’intero macrocosmo Induista, con il monte Meru al centro contornato da varie catene montuose (i successivi livelli del tempio ognuno racchiuso da possenti mura) e immensi oceani (rappresentati dal gigantesco canale largo ben 200mt che circonda l’intero tempio!).
    La sua estensione totale è di circa 1500*1300 metri costituendo così l’edificio religioso più grande del mondo!
    Le sculture a bassorilievo realizzate all’Angkor Wat includono oltre 2000 “Apsaras” (ninfe danzanti), “Devata” (Dee) e “Dvarapala” (guardiani) ognuna delle quali di eccezionale fattura. Ma le sculture più sensazionali si trovano sulle mura della terza cinta, interamente scolpite lungo tutta la loro estensione (oltre 500 mt!) a rappresentare vari episodi del Mahabarata, del Ramayana e di altre epiche leggende collegabili alle discese sulla Terra (“Avatar”) del Dio Vishnu. Di incommensurabile bellezza sono ad esempio i due pannelli, entrambi ad unico registro, che si trovano sul lato ovest e che rappresentano le battaglie conclusive delle due epopee induiste (la battaglia di Lanka per il Ramayana, nel pannello settentrionale, e la battaglia di Kuruksetra per il Mahabarata, nel pannello meridionale). Passando al lato sud troviamo quindi un lunghissimo bassorilievo, realizzato inizialmente su due registri, che sfilando da sinistra a destra si riduce progressivamente ad un solo, grande, registro. Rappresenta una parata militare incentrata sulla figura del Re Suryavarman che in una incisione posta al suo fianco viene chiamato con il suo nome postumo: Paramavishnuloka (colui che è entrato nel Paradiso di Vishnu). Questo appellativo ha portato gli studiosi a ritenere che l’Angkor Wat venne edificato quale mausoleo del Re e che per questo motivo il suo orientalmento è, caso unico ad Angkor, verso Ovest. Esistono anche altre supposizioni di carattere religioso relative a questo strano e originale orientamento e ancora oggi non si è giunti ad una motivazione universalmente riconosciuta. Non è altresì certo che l’Angkor Wat sia realmente la tomba di Suryavarman.
    Proseguendo lungo le mura si incontra uno splendido pannello dedicato a Yama, signore degli Inferi, che con il suo bastone giudica i morti indicando la direzione del Parasido oppure dell’Inferno.
    L’inferno è rappresentato nel registro inferiore con notevole dovizia di dettagli e particolari sulle innumerevoli forme di tortura qui impartite.
    Il pannello più celebre e con le sculture più raffinate si trova però sul lato est e rappresenta la leggenda del “rimescolamento dell’oceano di latte”. Si sviluppa su 3 differenti registri che oppongono tra loro il disordine ed il caos dell’oceano primordiale, l’operosità degli Dei e dei Demoni alla ricerca dell’Amrita (l’elisir di lunga vita), ed infine l’ordine, la regolarità e la bellezza celestiale del registro superiore che rappresenta il risultato del rimescolamento che fuoriesce dall’oceano: Lakhsmi (la Dea moglie di Vishnu), Airavata (l’elefante a tre teste che sarà la cavalcatura del Dio Indra), il cavallo bianco a cinque teste Uchaisravas, il gioiello Kaustubha ed infine migliaia di graziose Apsaras, ninfe danzanti della mitologia induista.
    Una visita completa ed esaustiva dell’Angkor Wat richiede almeno mezza giornata. Al pomeriggio la luce è ideale per scattare foto memorabili.

    Siem Reap
    Descrizione: Siem Reap è la seconda città della Cambogia e quella più sviluppata turisticamente grazie alla vicinanza del complesso monumentale di Angkor, che si raggiunge in pochi chilometri. Siem Reap si è nel tempo trasformata da una tranquilla cittadina di provincia in una delle principali attrazioni turistiche del paese, pur mantenendo le tradizioni tipiche cambogiane, soprattutto in periferia. Con una piccola ma vivace scena culturale, ristoranti di ogni colore e alcuni centri benessere e bar per rilassarsi dopo una giornata ad Angkor, Siem Reap è diventata una meta fantastica in sé, e non più solo solo per una breve sosta in un itinerario nel sud-est asiatico.

    Ta Prohm
    Descrizione: Ta Prohm è un tempio di Angkor, in Cambogia, costruito nello stile Bayon principalmente nel tardo dodicesimo e agli inizi del tredicesimo secolo. È situato approssimativamente ad un chilometro ad est di Angkor Thom, sul bordo meridionale del Baray orientale vicino a Tonle Bati, fu costruito dal re Jayavarman VII come monastero buddista Mahayana e come università. Diversamente dalla maggior parte dei templi di Angkor, Ta Prohm è rimasto nelle stesse condizioni in cui è stato trovato; l'atmosfera creata dalla combinazione di alberi che crescono sulle rovine e la giungla circostante lo hanno reso uno dei templi più popolari di Angkor.

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